“Botti” e animali domestici, un rapporto difficile: ma con regole chiare

Spettacolo pirotecnico di San Giovanni (foto Redazione Web)
Il tema dei “botti”, fuochi artificiali o petardi che con le loro rumorose deflagrazioni tanti problemi creano a cani, gatti e altri animali domestici, nonché agli animali selvatici presenti in città come uccelli o scoiattoli, è stato al centro di una riunione della VI commissione Ambiente, presieduta da Amalia Santiangeli. Anche gli assessori Carretta e Tresso hanno preso parte alla riunione, convocata per un’audizione della Consulta animalista della Città di Torino.
Il dibattito ha evidenziato alcuni temi, a partire dalla necessità di distinguere gli eventi pirotecnici istituzionali, come quelli della festa patronale di San Giovanni e di Capodanno, dall’uso diffuso e spontaneo di petardi e dispositivi di fuochi artificiali. Gli spettacoli pirotecnici organizzati dal Comune per San Giovanni e Capodanno, eventi sporadici quanto ricorrenti, sono un fattore di aggregazione sociale che coinvolge decine di migliaia di torinesi e vedono una costante attenzione, da parte della Città, al tema del livello di rumore.
Per attutire quest’ultimo, negli ultimi anni si è fatto ricorso a tipologie di materiale pirotecnico di nuova generazione – caratterizzato da deflagrazioni meno rumorose – nonché a musiche che coprono almeno parzialmente le detonazioni.
Un tema, questo, che ha visto emergere posizioni differenti rispetto all’eventualità di scegliere, come avvenuto nel passato mandato amministrativo, di rinunciare completamente agli spettacoli pirotecnici detonanti.
Non solo gli animali domestici ma anche quelli che vivono allo stato brado in città, come gli uccelli, sono disturbati dailla proliferazione dei “botti”
Altra storia, si è convenuto, rappresenta il problema, in evidente crescita da qualche anno, dell’utilizzo massiccio di fuochi artificiali e materiali detonanti da parte dei privati, che moltiplica i disagi per ani gatti e altri animali da compagnia. Utilizzo che non avviene solo a fine anno – come pure era di tradizione – ma nell’arco di tutti i dodici mesi, in occasione di feste, ricorrenze familiari o amicali, o senza una particolare motivazione se non addirittura, come talvolta ventilato, come sistema di segnalazione nell’ambito dello spaccio di sostanze stupefacenti.
Un fenomeno, questo dei “botti spontanei”, che tocca ormai quasi tutti i quartieri della città. Pur violando apertamente il Regolamento comunale in materia il quale vieta di far detonare petardi o altri materiali detonanti (per eventi eccezionali come San Giovanni o Capodanno sono previste apposite deroghe), è un fenomeno difficile da localizzare e sanzionare in flagranza, nonostante l’impegno da parte della Polizia Locale. Resta il fatto che si tratta di materiali il cui uso è formalmente proibito sul territorio cittadino ma che sono in libera vendita, di fatto una contraddizione, ha segnalato il portavoce della Consulta, Marco Francone, che ha inoltre ricordato come in Parlamento siano state depositate due proposte di legge in merito, ipotizzando che il Consiglio comunale possa esprimersi in loro appoggio. Da parte della Giunta, l’ipotesi di verificare se sia possibile individuare, anche con l’ausilio delle otto Circoscrizioni cittadine, le aree maggiormente caratterizzate dall’uso indiscriminato dei “botti” per meglio indirizzare le attività di vigilanza e di sanzionamento.
(Claudio Raffaelli)