“Maledizione, un’altra zanzara!”

Zanzara tigre

Chi non è più giovanissimo, ricorderà certamente la simpatica pubblicità di un prodotto antizanzare che passava in Tv a fine anni ‘70, con protagonisti due militari tedeschi che imprecavano contro fastidiose zanzare che “mordevano” in ogni parte del corpo. La lotta alle zanzare, si può dire, è sempre esistita ma, in tempi più recenti ha tutte le caratteristiche di un lavoro scientifico, condotto da tecnici e ditte specializzate, soprattutto per quanto riguarda le aree pubbliche.

Procedure di riduzione e di monitoraggio di questo insetto sono state illustrate dal presidente di Ipla (Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente) Igor Boni, nel corso della Commissione Ambiente, presieduta da Amalia Santiangeli.

La buona notizia riguarda la riduzione di circa un quinto delle zanzare da quando Ipla, su incarico della Regione, ha avviato, alcuni anni fa la lotta a questo insetto. La notizia meno bella, invece, riguarda i focolai, presenti nel 70% in aree private dove gli strumenti delle ditte specializzate non hanno accesso. Ma come avviene la disinfestazione? Intanto Ipla riceve un incarico triennale dalla Regione Piemonte, secondo un protocollo che stabilisce le modalità di intervento e le partecipazioni economiche della Regione stessa e dei 230 Comuni che vi aderiscono. La Regione investe 1 milione e mezzo, cifra che arriva quasi a due milioni e 500 mila euro con il contributo dei Comuni.Per il 2025, 2026 e 2027 Ipla, ha sottolineato Boni, non ha ancora ricevuto l’incarico da parte della Regione. Questo non permetterà di dare avvio agli interventi prima del mese di giugno (lo scorso anno erano partiti ad aprile). Quando riceverà l’incarico, Ipla affiderà l’attività di contrasto a tecnici e ditte specializzate.

Il monitoraggio degli ultimi anni ha evidenziato tre tipi di zanzare in particolare, nel nostro territorio: la zanzara tigre, presente ovunque, lavora e punge di giorno e ha la peculiarità di poter trasmettere malattie di natura virale. Tuttavia, in Piemonte, non vi sono mai state, a differenza di altre regioni, epidemie. La zanzara culex, invece, agisce nelle ore serali e notturne e può essere portatrice della febbre del Nilo, malattia che non si trasmette da uomo a uomo. Non porta malattie, invece, la cosiddetta zanzara delle risaie che, dal vercellese, con vento favorevole, talvolta riesce a raggiungere l’area nord di Torino. Il monitoraggio serve per osservare i picchi di zanzare e le specie più presenti attraverso trappole attrattive con co2 (in particolare per la zanzara culex) con un sacchetto particolare in grado di catturare gli insetti. Nel 2024, Torino ha presentato una infestazione nella norma, grazie alle temperature basse di maggio e giugno..

La lotta si svolge con l’individuazione di focolai, in particolare tombini, luogo privilegiato, perfetto per la riproduzione. Altri focolai sono rappresentati da bidoni di acqua piovana usata ad esempio per l’irrigazione di orti, o dai copertoni dismessi delle auto. Proprio grazie ad un carico di questi è arrivata la zanzara tigre, attratta dal colore nero, dalla gomma e dall’acqua stagnante all’interno del copertone stesso. Altri focolai importanti sono i cimiteri. Il trattamento antizanzare, ha sottolineato Boni, avviene attraverso strumenti biologici e chimici colpendo in particolare i luoghi che contengono le larve.

E’ necessario che i cittadini aumentino consapevolezza di come si possano evitare focolai all’interno delle proprie case e dei propri giardini, ha concluso Boni, ricordando come informazioni dettagliate siano presenti all’interno delle pagine del sito dell’Ipla.

Federico D’Agostino