La Pace di Barriera

A Barriera di Milano un po’ tutti la conoscono come La Pace, la parrocchia di corso Giulio Cesare affidata alla Fraternità del Sermig da quasi due anni il cui nome ufficiale è Maria Regina della Pace. Oggi pomeriggio il Consiglio comunale attraverso la Commissione Ambiente coordinata da Vincenzo Camarda ha visitato i loro spazi guidata dai responsabili della comunità: i co-parroci don Andrea Bisacchi e don Marco Vitale; il viceparroco don Alessandro Rossi; una coppia di sposi Bruno Fontolan e Maria Teresa Alessio, i consacrati Richard Zanutto e Alberto Rossi, tutti appartenenti al Sermig.

Vedrete che l’elenco delle attività e collaborazioni rivolte al mondo giovanile e femminile occupa larga parte dell’articolo volendo restare in una lunghezza non indigesta. Partiamo dalla pastorale e dalla catechesi: sono coinvolti centotrenta ragazzi. Il doposcuola è offerto a cento studenti della scuola elementare e media. Ogni pomeriggio il portone dell’oratorio si apre su corso Palermo davanti alla piazzetta dello spaccio per accogliere una cinquantina di ragazzi e bambini, soprattutto stranieri, che giocano a calcio e pallavolo. Il muro esterno presenta la mostra fotografica “Una buona notizia”; grazie all’illuminazione pubblica rinnovata la strada prospiciente è diventata un punto di incontro dove si festeggia la festa patronale e solo pochi giorni fa centocinquanta persone hanno giocato un torneo di calciobalilla di fronte alle macchine della polizia e dell’esercito.

L’edificio della parrocchia suddiviso in tre piani ospita la residenza temporanea di Casa Giovani: venti posti letto, un refettorio, una cucina industriale, un salotto, una sala studio e una cappella a disposizione degli ospiti, ragazzi del quartiere e gruppi provenienti da fuori Piemonte.  Organizzano momenti di sensibilizzazione sociale: la marcia in Barriera di Capodanno; la passeggiata di Carnevale; la pulizia del quartiere “Io sono Barriera”. Quest’ultimo è un appuntamento molto sentito per il senso di comunità e di orgoglio dei residenti. “Porta Palazzo e piazza Foroni seppure vicine sono molto diverse – ha sottolineato Don Andrea –  La Pace è uno dei luoghi di riferimento della zona non solo per i credenti del quartiere perché a Barriera ci sono anche luci importanti, non solo ombre”.

L’unica dipendente della parrocchia è la mediatrice culturale Hauda Touaj, una donna marocchina in un quartiere dove la componente araba musulmana è rilevante. Ha raccontato la distribuzione degli aiuti alimentari a trecento nuclei familiari; quattro volte al mese il pacco della carità aiuta milletrecento persone; ha parlato della collaborazione con Aspic per i corsi sulla prevenzione e la promozione rivolti  a donne straniere e del pre-scuola di italiano per stranieri in una classe di sole donne. Ogni giovedì mattina alla Pace apre un centro di ascolto. Attigua alla parrocchia si slancia la magnifica chiesa della Pace inaugurata nel 1901 su un impianto a croce greca. Bombardata e molto danneggiata durante la seconda guerra mondiale venne restaurata per oltre un decennio e – come ha ricordato Don Andrea – per riparare il corpo di Cristo del crocifisso si usò il metallo delle bombe che travolsero l’edificio. Un simbolo di rinascita e di pace ricollegato al nome della chiesa e al Sermig che oggi la custodisce.

(Roberto Tartara)