Presentato in Commissione il Rapporto sulla condizione abitativa a Torino

Nella seduta del 20 giugno 2025 della Quarta Commissione, presieduta da Vincenzo Camarda (PD), è stato presentato il Rapporto sulla condizione abitativa realizzato dal Comune di Torino, giunto alla 21esima edizione (dati relativi al 2024).

L’assessore al Welfare Jacopo Rosatelli ha spiegato che nel 2024 risultavano residenti in città 459.330 nuclei familiari (3.704 nuclei in più).

Sono in lieve diminuzione (-0,5%) le persone sole (sono il 47% del totale), diminuiscono del 2,3% le coppie con figli, mentre aumentano del 7,3% le famiglie monogenitoriali (sono il 9,4% del totale).

Aumentano del 2,6% le persone straniere residenti a Torino (sono 139.344, pari al 16% dei residenti totali). La comunità migrante più rappresentativa è quella rumena (42.887 persone), seguita da quelle marocchina (15.092), peruviana (8.331), cinese (7.784), nigeriana (6.580) e albanese (5.286).

La Circoscrizione con il maggior numero di residenti stranieri è la Sei (28.912 persone, pari al 27% della popolazione circoscrizionale), seguita dalla Cinque (22.895; 19%).

A Torino ci sono 517 mila unità abitative di categoria A (66% sono in A3, tipo “economico”).

Le prime abitazioni sono 303.750 (201 mila sono seconde case): il 67% dei torinesi risulta quindi vivere in un alloggio di proprietà (dato 2023).

Gli sfratti avviati nel 2024 sono stati 1.354 (-2% sul 2023). Sono però in aumento gli sfratti per finita locazione (+45%).

Il canone della locazione media registra un 2,4%: in periferia cala del 4,8%, in centro dell’8,3%, mentre aumenta dell’1,4% nelle aree semi-centrali.

A Torino ci sono 17.656 alloggi di edilizia residenziale pubblica (due terzi sono di proprietà dell’Atc Piemonte Centrale, un terzo, pari a circa 5.900 alloggi, è del Comune di Torino). Circa tremila alloggi di proprietà del Comune di Torino si trovano al di fuori del territorio comunale e vengono assegnati dalle Amministrazioni locali in cui si trovano, ma con gli oneri di manutenzione straordinaria a carico del Comune di Torino.

L’ultimo bando per alloggi di edilizia residenziale pubblica promosso dalla Città di Torino il 15 marzo 2023 ha raccolto 7.368 domande e il 15 maggio 2025 è stata pubblicata la graduatoria provvisoria (1.763 persone).

Nel 2024 sono state presentate 737 domande di emergenza abitativa (il 59% per sfratto per morosità).

I contratti convenzionati stipulati grazie all’Agenzia Locare negli ultimi vent’anni sono stati 7.171 (247 nel 2024), con un canone di locazione medio di 383 euro lo scorso anno e un contributo da parte della Città di Torino di un milione e 143 mila euro nel 2024.

Nel dibattito in Commissione, Pierino Crema (PD) ha ringraziato per il prezioso lavoro svolto. Ha chiesto poi approfondimenti sul dato del valore degli affitti, che reputa sottostimato, sulle prime case e sulle coabitazioni giovanili solidali.

Angelo Catanzaro (PD) ha domandato informazioni sui costi degli alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà della Città di Torino che si trovano al di fuori del territorio comunale e sui nuclei familiari costituiti da una sola persona.

Claudio Cerrato (PD) si è complimentato per il maggiore dettaglio dei dati contenuti quest’anno nel Rapporto e ha sottolineato la necessità di implementare il numero dei contratti convenzionati stipulati grazie a Locare, potenziando l’Agenzia e facilitandone l’accesso. Ha quindi chiesto approfondimenti sull’autorecupero degli alloggi.

Per Domenico Garcea (Forza Italia) bisogna verificare i dati sugli effettivi canoni di locazione ed è necessario ripristinare il Fondo nazionale per il sostegno alle locazioni. Ha anche evidenziato l’opportunità di non assegnare una casa popolare “a vita”, ma di ri-assegnarla se il nucleo familiare ha superato le difficoltà che l’avevano portato a richiederla.

Valentino Magazzù (PD) ha suggerito di dettagliare meglio nel Rapporto i dati sul patrimonio abitativo di Atc.

Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS) ha ribadito con forza la necessità di varare un nuovo Piano nazionale per il diritto alla casa per rispondere ai bisogni crescenti e alle mutate esigenze della popolazione. Ha quindi proposto focus specifici in Commissione su accordi territoriali e abitazioni solidali.

Emanuele Busconi (Sinistra Ecologista) ha elogiato l’operato della Giunta e l’ampio e dettagliato Rapporto prodotto e ha auspicato che vengano potenziate le politiche pubbliche, incrementate le attività di contrasto al caporalato abitativo e aumentati gli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Ferrante De Benedictis (Fratelli d’Italia) ha rimarcato i problemi di mancata integrazione e le difficoltà economiche delle comunità migranti presenti in città: gli stranieri – ha detto – sono il 16% della popolazione residente a Torino, ma presentano il 50% delle domande per le case popolari.

In conclusione, Vincenzo Camarda (PD) ha confermato che la Commissione continuerà a lavorare sulle tematiche della casa, per dare risposte sempre più efficaci ai bisogni della popolazione torinese, anche confrontandosi con la Commissione Legalità sul tema del caporalato abitativo.

Massimiliano Quirico