ATC; non disponiamo di fondi strutturali per le barriere architettoniche

Una pedana per il superamento della soglia di un esercizio commerciale da parte di persone con sedia a rotelle, per passeggini e carrelli.

Davanti ai Commissari delle Commissioni Urbanistica e Assistenza del Consiglio comunale coordinate da Toni Ledda e Vincenzo Camarda (Pd), oggi pomeriggio il presidente di Atc Piemonte Maurizio Pedrini ha ribadito una situazione annosa: non sono previsti fondi strutturali Atc per l’abbattimento delle barriere architettoniche del patrimonio edilizio gestito dall’Agenzia territoriale per la casa. Ci adoperiamo per ottenerli in futuro, ha affermato; oggi possiamo pensare di mappare il patrimonio delle case popolari avviando una geolocalizzazione che consenta un censimento delle barriere. È indispensabile conoscere la dimensione del problema, ha sottolineato Pedrini che al contempo ha auspicato esiti propizi dalla nuova convenzione Atc-Città di Torino per introdurre nuovi finanziamenti specifici. Il presidente ha riepilogato gli interventi in corso di eliminazione barriere con risorse ex Gescal, due lotti che assommano 2,26 milioni, oltre a progetti in fase di definizione per oltre 600mila euro. Il tema di fondo è la vetustà del patrimonio immobiliare delle case popolari torinesi, al settanta per cento costruito prima del 1989 quando non esistevano normative per l’abbattimento delle barriere architettoniche. In questi anni a Palazzo civico il tema è molto dibattuto, ha evidenziato Ledda nel ricordare la mozione approvata del Consiglio comunale sul tema, e come dimostra il dibattito partecipato in Sala Orologio con gli interventi dell’assessore Rosatelli – Fissolo – Ciampolini – Crema – Viale – Iannò – De Benedictis  e dell’assessore Tresso. Il presidente Camarda ha preannunciato un approfondimento in Commissione Assistenza sulla convenzione quadriennale Cita di Torino – Atc approvata ieri dalla Giunta di Palazzo civico valida fino al 31 dicembre 2029. 

(Roberto Tartara)