L’impegno nelle scuole del Ccvd contro la violenza sulle donne

Il Coordinamento cittadino contro la violenza sulle donne (Ccvd) è stato audito nella seduta del 3 luglio 2025 delle Commissioni Diritti e pari opportunità e Quinta, presieduta da Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS).

L’incontro è stato un’occasione per fare un focus sulle attività svolte nelle scuole, grazie alla partecipazione di numerose associazioni.

Si è lavorato – ha detto Patrizia Campo dell’Ufficio Pari Opportunità del Comune di Torino – con scuole primarie e secondarie e centri di formazione professionale, ma anche in contesti di adulti, come il carcere Lorusso e Cutugno e corsi di formazione per Oss. Il Ccvd – ha spiegato – ha un Gruppo di lavoro specifico che da anni si occupa di formazione e informazione e promuove attività di prevenzione e sensibilizzazione.

Allieve, allievi e, in minima parte, docenti e genitori sono stati coinvolti in progetti di educazione alla sessualità, all’accettazione dei “no”, con metodologie funzionali ai contesti e all’età delle persone partecipanti alle iniziative, proposte da 23 enti (19 associazioni e 4 enti pubblici), sia nella città di Torino che nell’area metropolitana.

Si tratta, per la maggior parte, di progetti gratuiti, svolti a titolo di volontariato, che implicano un coinvolgimento attivo di studenti e studentesse, ad esempio attraverso video, fiabe e rappresentazioni teatrali.

Complessivamente, nell’anno scolastico 2024-2025 sono stati coinvolti 27 licei, 22 Iis, 35 istituti comprensivi e due università.

Con il nuovo disegno di legge del ministro Valditara – ha spiegato Patrizia Campo – per il prossimo anno scolastico sarà necessaria la validazione dei progetti da parte di Consiglio di Istituto e Collegio Docenti, si dovrà avere il consenso informato dei genitori e prevedere lezioni alternative per studenti e studentesse non autorizzati dai propri genitori.

Nel dibattito in Commissione, Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS) ha elogiato l’efficacia del coinvolgimento di tante associazioni, che ha permesso di offrire un ampio ventaglio di opportunità.

Anche Lorenza Patriarca (PD) ha sottolineato la ricchezza delle proposte e ha proposto un approfondimento sulle novità introdotte dal ministro Valditara.

Silvio Viale (+Europa, Radicali Italiani), nel congratularsi per le iniziative, ha chiesto di capire quante classi sono state coinvolte in ogni istituto e di verificare l’impatto sociale del lavoro svolto.

Tiziana Ciampolini (Torino Domani) ha evidenziato il rischio di polverizzazione degli interventi, nonostante la competenza e la passione degli enti coinvolti nelle iniziative, spesso legate a progetti di piccoli organizzazioni e non a programmi. Serve un intervento organico sull’educazione sessuale e affettiva nelle scuole – ha concluso.

Studenti e studentesse acquisiscono già dall’esterno informazioni sull’educazione affettiva, ma il problema sono le fonti, spesso i porno, che raccontano una visione distorta della sessualità e una divisione dei ruoli di genere patriarcale – ha spiegato Sara Diena (Sinistra Ecologista) – ed è quindi necessario avere dei percorsi “ufficiali” a scuola.

Occorrono maggiori interventi educativi per promuovere relazioni improntate al rispetto di generi e differenze e al consenso reciproco, coinvolgendo il sesso maschile – ha affermato Ivana Garione (Moderati).

Per Ludovica Cioria (PD) il progetto Valditara andrà a minare uno spazio in cui si era riusciti a lavorare bene e azzoppe i progetti già avviati positivamente.

Uomini e donne hanno caratteristiche diverse e occorre confrontarsi con entrambi i sessi, non soltanto sugli uomini “cattivi”, per ottenere risultati migliori – ha dichiarato Pietro Abbruzzese (Torino Bellissima).

Patrizia Di Lorenzo, presidente dell’associazione La tenda della luna, ha spiegato che tra ragazze e ragazzi c’è un un forte disorientamento: non è vero che sanno tutto – ha detto – e c’è una forte necessità di ascolto e voglia di parlare non solo di sesso, ma di sessualità. Occorrono percorsi che passino dagli insegnanti, con un linguaggio specifico – ha concluso.

L’assessore al Welfare Jacopo Rosatelli ha rimarcato l’importante opera svolta dal Ccvd: un esperimento di successo, istituito nel 2000, diventato insostituibile, che “vanta innumerevoli tentativi di imitazione”. È un modello di collaborazione tra Istituzioni e associazioni – ha detto Rosatelli – che lancia messaggi importanti alla società e compie un fondamentale lavoro di “semina”, che sta dando i suoi frutti.

Non basta l’informazione, ma serve l’educazione – ha concluso l’assessore, che si è detto preoccupato per le nuove indicazioni del ministro Valditara che prevedono l’autorizzazione dei genitori. È un’offesa alla scuola, all’autonomia scolastica e agli stessi bambini e bambine – ha affermato.

Massimiliano Quirico