Elaborare entro un anno un Piano dell’Abitare per lo Sviluppo della Città di Torino. È quanto chiede alla Giunta Comunale una proposta di deliberazione (primo firmatario: Claudio Cerrato – PD), illustrata nella seduta del 4 luglio 2025 delle Commissioni Quarta, Prima e Seconda, presieduta da Vincenzo Camarda (PD).
Si tratta – ha spiegato il primo firmatario – di un testo complesso, scritto a più mani, che fa riferimento ai dati del ventesimo Rapporto sulla condizione abitativa realizzato dal Comune di Torino (ora giunto alla ventunesima edizione).
Il documento – ha aggiunto – evidenzia la capacità costante della maggior parte della cittadinanza torinese nel riuscire a comprare un immobile, ma anche la diminuzione dell’offerta di locazione, con canoni più alti.
Siamo preoccupati – ha detto – che con questo andamento di mercato si possa presto arrivare a situazioni analoghe a quelle di Milano, Firenze, Bologna e Roma, con famiglie torinesi che non riescono più a trovare affitto all’interno dei confini cittadini.
Si chiede quindi alla Giunta Comunale di elaborare entro un anno un Piano dell’abitare per intervenire sui fattori di mercato, anche valorizzando sperimentazioni già in essere a Torino, mettendole a sistema, e contrastando il razzismo abitativo.
L’obiettivo della delibera quadro – ha concluso Cerrato – è quello di trovare un equilibrio nel mercato e di adeguare gli strumenti per poter ridare fiducia e serenità ai piccoli proprietari affinché mettano a disposizione i propri alloggi in affitto ad altre famiglie.
Nel dibattito in Commissione, Vincenzo Camarda (PD) ha annunciato un’audizione di Atc sulla nuova convenzione recentemente siglata con il Comune di Torino e ha ringraziato le tante realtà ascoltate in Commissione che hanno portato alla stesura del testo della deliberazione.
Per Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – Demos) la delibera è un importante punto di partenza, che mette a sistema il lavoro fatto in Quarta Commissione, frutto di ascolto dei bisogni della nostra città, e che chiede di sviluppare formule innovative dell’abitare, anche per contrastare le tante forme di solitudine presenti in città. Ha inoltre sottolineato la necessità di affrontare il tema degli affitti irregolari.
Sono molteplici i profili da affrontare, uscendo dalla logica dell’emergenza, a cominciare dall’equità sociale, dal contrasto alla povertà e dalla riqualificazione degli immobili – ha affermato Caterina Greco (PD), lamentando che il diritto alla casa non sia contemplato nella nostra Costituzione.
Andrea Russi (M5S) ha apprezzato il lavoro dietro alla delibera, ma ha criticato il fatto che non siano previsti uno stanziamento di risorse, a cominciare dal re-integro del Fondo per l’emergenza abitativa, e indicatori per valutare l’impatto delle misure, annunciando suoi emendamenti al riguardo. È un testo che manca di concretezza, poco coraggioso e che non otterrà effetti nell’immediato – ha concluso – ed è una sfiducia implicita nei confronti di un Assessorato che non prodotto nulla in tre anni e mezzo.
Dovremmo essere a un punto di passaggio, non di partenza – ha detto Silvio Viale (+Europa, Radicali Italiani). Ha quindi dichiarato di non condividere il documento, che sostiene non dica nulla in più rispetto a quanto già scritto nel programma elettorale del sindaco Lo Russo. Ha quindi chiesto una verifica del programma per capire cosa è stato fatto e cosa verrà fatto da qui alla fine del mandato.
Ludovica Cioria (PD) ha evidenziato il portato della delibera “Vuoti a rendere”: un documento prezioso, frutto di una straordinaria opera di ascolto. Torino – ha affermato – ha il dovere di cominciare a intervenire sul tema dell’abitare, problematizzando la questione, all’incrocio delle varie competenze, e avviando una mappatura degli alloggi sfitti. Non dobbiamo concedere eccessivi spazi alla speculazione immobiliare, iniziando a monitorare l’area dove arriverà la linea due della metropolitana – ha concluso.
Il lavoro che sta facendo il Consiglio Comunale è importante – ha rimarcato Emanuele Busconi (Sinistra Ecologista), ringraziando il comitato che ha portato alla delibera “Vuoti a rendere”. Dobbiamo sapere – ha detto – quanti “vuoti” ci sono a Torino: quante case vengono affittate in nero o ricadono nello sfruttamento abitativo. Non vogliamo attentare alla proprietà privata, però non possiamo totalmente cedere alle dinamiche del mercato – ha dichiarato. Bisogna inoltre favorire l’accesso all’abitare dei giovani – ha concluso – per evitare che scivolino nella povertà, non investendo solo in studentati di lusso e sottraendosi a logiche speculative dell’abitare.
Per Pierino Crema (PD) l’atto in discussione è uno strumento utile per avviare una discussione che vada oltre le contingenze. Occorre anche coinvolgere le agenzie immobiliari e che la Città di Torino investa risorse proprie – ha aggiunto.
L’atto, per essere efficace, dovrebbe essere più preciso e contenere criteri di misurabilità degli obiettivi, che vanno anche chiariti meglio, dando indicazioni puntuali alla Giunta Comunale – ha sostenuto Ferrante De Benedictis (Fratelli d’Italia). Bisogna sviluppare – ha precisato – un sistema che faccia dialogare case popolari, edilizia convenzionata ed edilizia privata, promuovendo una sussidiarietà circolare dell’abitare, senza inseguire sempre l’emergenza.
Simone Fissolo (Moderati) ha ringraziato i colleghi Cerrato e Camarda per il lavoro svolto, che va nella giusta direzione e non mette in competizione famiglie e studenti. Finalmente, dopo tanto tempo dall’inizio del mandato, si dà il giusto peso al Consiglio Comunale rispetto alla Giunta in materia di indirizzo, riequilibrando i ruoli – ha aggiunto. Ha poi proposto di trasformare i locali dell’ex Centro sociale Askatasuna in spazi per l’abitare, per ospitare almeno una trentina di studenti e studentesse, e di rivedere la tassazione degli affitti.
Per l’assessore al Welfare Jacopo Rosatelli la delibera quadro proposta, frutto anche di un ampio confronto con le forze sociali, offre un contributo fondamentale a tutta la Giunta, anche per quanto riguarda le questioni urbanistiche. Si fanno prevalere – ha detto – l’interesse pubblico e i bisogni delle fasce sociali più fragili. È un momento di passaggio e di rilancio, che richiede un governo condiviso delle politiche dell’abitare – ha spiegato.
E se ci sono “vuoti” di grandi proprietari immobiliari bisogna trovare le leve per “mobilizzare” quelle risorse – ha concluso.
La deliberazione, firmata congiuntamente da Claudio Cerrato (PD), Sara Diena (Sinistra Ecologista), Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – Demos), Vincenzo Camarda (PD) e Tony Ledda (PD), è stata liberata per l’aula e verrà ora affrontata dal Consiglio Comunale.
Massimiliano Quirico
