È stata presentata nella seduta del 21 luglio 2025 della Prima Commissione, presieduta da Anna Borasi (PD) una deliberazione di iniziativa consiliare (primo firmatario: Silvio Viale, +Europa, Radicali Italiani) che propone di modificare il Regolamento Comunale per quanto riguarda la dispersione delle ceneri in natura.
La proposta – ha spiegato il primo firmatario – vuole favorire la procedura di dispersione delle ceneri in aree private all’aperto e nei fiumi, previa comunicazione al sindaco e autorizzazione dell’ufficiale di stato civile, sul modello di quanto sta già facendo il Comune di Milano.
Andrea Chiezzi, dirigente della Divisione Servizi civici del Comune di Torino, ha spiegato che ad oggi in Torino l’unica forma di dispersione delle ceneri consentita è quella presso il Roseto del Cimitero generale.
Nel 2024 – ha detto – sono state effettuate in città circa cinquemila cremazioni su un totale di circa 10 mila decessi, con un trend di cremazioni in crescita, e ci sono state 700-800 dispersioni nel Roseto.
Per poter disperdere le ceneri in natura e in aree private all’aperto, con il consenso del proprietario del terreno (senza finalità di lucro, al di fuori dei centri abitati) – ha precisato Chiezzi – il luogo di dispersione deve essere precisamente pre-individuato e autorizzato dall’ufficiale di stato civile, nel rispetto della volontà del defunto.
Nel dibattito in Commissione, Alberto Saluzzo (PD) ha detto che bisognerebbe capire anche quante dispersioni di ceneri avvengono illegalmente e come operano gli altri Comuni italiani per individuare le aree di dispersione.
L’assessore ai Servizi demografici e statistici Francesco Tresso ha detto che magari si potrebbero individuare delle passerelle sui fiumi cittadini oppure aree in collina. Si è quindi detto disponibile a effettuare approfondimenti e a confrontarsi con altri Comuni.
È opportuno aprire una riflessione – ha affermato l’assessora ai Servizi cimiteriali Chiara Foglietta – per poter superare il parere tecnico negativo sulla deliberazione, magari trasformando l’atto in una mozione.
Massimiliano Quirico
