Nella seduta del 24 luglio 2025 delle Commissioni Diritti e pari opportunità, Quarta e Quinta, presieduta da Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – Demos) è stato presentato il progetto Bloom performing young, promosso dall’associazione LiberamenteUnico, con il sostegno della Chiesa Valdese e del Motore di ricerca Comunità attiva del Comune di Torino. Si tratta – ha spiegato la direttrice artistica Barbara Altissimo – di un corso di formazione e professionalizzazione di artiste e artisti con disabilità.
Il progetto, realizzato in collaborazione con Università degli Studi di Torino, Fondazione Paideia, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e cooperativa Valdocco, nasce dal desiderio di inclusione, di raccontare se stessi, con leggerezza, senza competizione, senza limiti, attraverso il teatro, la danza e le arti performative, con la consapevolezza, che nella diversità c’è leggerezza, c’è facilità di incontro.
Sono stati coinvolte 15 persone giovani con disabilità – ha spiegato la direttrice artistica – in un vero e proprio percorso formativo artistico da 90 ore, non terapeutico, né ricreativo, da febbraio a giugno 2025, che si è concluso con un evento-convegno al Circolo dei Lettori di Torino.
Ci piacerebbe – ha detto Barbara Altissimo – arrivare a siglare un Protocollo tra i soggetti coinvolti e il Comune di Torino per fare diventare la città un punto di rifermento nazionale per la formazione inclusiva, dando vita alla prima Scuola pubblica italiana.
Purtroppo ancora oggi per una persona con disabilità – ha spiegato Stefania Di Paolo – è difficile immaginarsi artista. Ci sono barriere visibili e invisibili: mancano spazi fisici accessibili, ma anche percorsi formativi adeguati, con competenze e visione. È una questione di giustizia sociale – ha affermato.
È necessario un cambiamento culturale – ha sostenuto – affinché la persona con disabilità non sia considerata un soggetto passivo, ma attivo: un agente culturale che contribuisce alla vita della comunità.
Servono – ha concluso – tre cose: una visione politica condivisa, un allargamento delle alleanze strategiche e un impegno comune per garantire accesso e riconoscimento alle progettualità formative inclusive, che hanno un valore non solo sociale, ma anche culturale e artistico.
Abbiamo attivato una rete con varie associazioni – ha aggiunto Fabio Castello – ma vogliamo allargarla per poter aprire una Scuola civica professionalizzante inclusiva: sarebbe la prima in Italia.
Nel dibattito in Commissione, Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – Demos) ha evidenziato il grande valore di un progetto di una Scuola civica di formazione inclusiva, che potrebbe davvero servire a promuovere giustizia sociale.
Lorenza Patriarca (PD) ha chiesto approfondimenti sui percorsi di formazione attivati a Torino e in altre città; Andrea Russi (M5S) sulle modalità di finanziamento e di promozione delle attività; Emanuele Busconi (Sinistra Ecologista) sui costi sostenuti per il progetto; Pino Iannò (Torino Libero Pensiero) sulle partnership attivate e sul supporto che può fornire la Città di Torino; Angelo Catanzaro (PD) sulle collaborazioni con le associazioni e sulla possibilità di attivare un protocollo con l’Amministrazione comunale.
Massimiliano Quirico
