Stop ai minimarket fuori controllo, la sicurezza prima di tutto

Dopo la recente discussione in Sala Rossa dell’interpellanza sulla prevenzione e la sicurezza urbana legata alle attività commerciali straniere lancio un appello per una stretta sui minimarket aperti 24 ore su 24 che stanno trasformando alcuni quartieri in zone di degrado e insicurezza.

Torino non può più tollerare la proliferazione selvaggia di minimarket che vendono alcolici a chiunque, in qualunque orario, spesso anche a minori e in contenitori di vetro. Non è integrazione; è anarchia commerciale mascherata da multiculturalismo.

Ho denunciato in particolare la situazione di quartieri fragili come Barriera di Milano, San Salvario e Aurora, dove – secondo quanto riportato – i controlli della Polizia municipale avrebbero portato a oltre duecento sanzioni, in larga parte relative ad attività gestite da cittadini bengalesi.

Non vuol dire fare di tutta l’erba un fascio ma non possiamo continuare a girare la testa dall’altra parte per paura di sembrare politicamente scorretti. È ora di dire le cose come stanno: questi esercizi, se non regolamentati, diventano punti di risse, schiamazzi notturni e spaccio.

In passato Torino si era dotata di regolamenti e protocolli per limitare questi fenomeni, ma non vengono fatti rispettare. Serve più coraggio, più controlli e responsabilità. Perché non introdurre anche qui divieti di vendita di alcolici dopo le ore 21 o chiusure obbligatorie notturne, come avviene a Verona o Bologna?

Non basta convocare tavoli o firmare protocolli. La legalità non si negozia. Chi vuole fare impresa a Torino deve rispettare le regole, come fanno tutti. Altrimenti, chiuda. La sicurezza viene prima del buonismo ideologico.

Domenico Garcea – Vicecapogruppo Forza Italia  e vicepresidente vicario del Consiglio comunale