Torino, si cercano famiglie affidatarie

Diminuiscono le famiglie affidatarie di minori ed è necessario un piano d’azione e di comunicazione che, con il coinvolgimento anche del Comune, possa creare le condizioni per invertire la rotta. E’ quanto emerso nel corso della commissione Servizi Sociali, presieduta da Vincenzo Camarda, insieme a docenti universitari e rappresentanti dell’Associazione Famiglie adottive e affidatarie e Associazione tra Famiglie Comunità, convocata per fare il punto sulla situazione di ragazze e ragazzi in affidamento a famiglie o ospiti di strutture,

A Torino, i minori affidati a famiglie, a fine 2024, erano 1390, mentre erano 1257 quelli in strutture di accoglienza. Circa il 30% (la fascia più numerosa) ha tra i 6 e i 14 anni mentre sono 25 gli ultradiciottenni. Si tratta per il 22% di minori con bisogni educativi speciali, all’interno delle famiglie affidatarie, e del 14.6% all’interno di strutture. Percentuali che riguardano il Piemonte, decisamente più alte rispetto al livello nazionale (13,80% in famiglie e 8,50 in strutture).

Torino è invece vicino alla media italiana per quanto riguarda gli affidamenti eterofamiliari (famiglie diverse da quelle d’origine) e intrafamiliari (ambito familiare della famiglia di origine): 62% l’affidamento eterofamiliare a Torino (55% in Italia), 37.70% l’intrafamiliare (44% il dato nazionale).Quasi il 90% degli affidi avvengono attraverso procedure giudiziali, il restante attraverso modalità consensuali. Di qui, è stato evidenziato, la necessità di creare un clima di fiducia verso i servizi.

Per quanto riguarda, invece, l’incidenza dei minori stranieri non accompagnati, in Piemonte sono il 9,3% (ospitati in famiglia) e il 31% i strutture. A Torino solo l’8% si trova in condizioni di affido.Gli affidi in famiglia hanno registrato un trend negativo, accentuato anche, è stato sottolineato, dal caso “Bibbiano”. Tendenza inversa, invece, per gli affidi in strutture.

Tuttavia, la diminuzione di disponibilità di famiglie a ricevere minori in affido è presente anche all’estero Tra le cause il cambiamento della struttura delle famiglie e della disponibilità ad avere figli, incremento della povertà e aumento dell’impiego femminile.

Infine, è stato sottolineato, come i compensi per l’affido siano rimasti uguali a 21 anni fa, con una quota pari a 24 euro al giorno.

Il presidente Camarda ha rinnovato la volontà, già espressa in fase di bilancio, di un impegno del Consiglio Comunale per rilanciare una campagna di sensibilizzazione legata all’affido di minori, un tema che sarà ulteriormente approfondito in sede Anci.

Federico D’Agostino