Nel mio intervento in aula ho voluto riportare l’attenzione su una vicenda che riguarda non solo la gestione di un singolo impianto sportivo, ma anche – e soprattutto – il modo in cui il Comune di Torino garantisce trasparenza, efficacia e coerenza nelle concessioni dei beni pubblici.
Il caso è quello della palazzina Villa Glicini, bene di proprietà comunale, di rilevante valore architettonico e paesaggistico, oggetto di una concessione pluriennale affidata a seguito di una procedura di gara. Il progetto vincitore prevedeva una riqualificazione organica, coerente con la natura storica dell’edificio e con la sua destinazione d’uso.
A quasi due anni dall’aggiudicazione, però, la situazione appare profondamente insoddisfacente, sotto più punti di vista.
Non risultano avviati lavori strutturali significativi, le istanze edilizie sono state più volte respinte per carenze tecniche e formali, e nel frattempo si svolgono attività non coerenti con il progetto presentato in sede di gara.
Questo non è un semplice ritardo operativo. È un disallineamento grave tra ciò che era stato promesso e ciò che si sta effettivamente realizzando.
Come gruppo di Forza Italia, abbiamo chiesto conto all’Amministrazione di una serie di aspetti puntuali:
Dove sono i progetti definitivi e approvati?
È stata presentata la documentazione attestante la capacità economico-finanziaria, come richiesto dall’art. 22 della concessione?
Le attività in corso corrispondono realmente a quanto previsto nella convenzione?
Esistono subconcessioni non autorizzate? E sono state regolarmente comunicate?
A tutto questo si sommano preoccupazioni sulla gestione amministrativa e contabile, sugli obblighi di rendicontazione e sulle condizioni manutentive dell’edificio, che restano in capo al concessionario.
La questione non può essere derubricata a tecnicismo edilizio. È una questione di credibilità istituzionale.
Come possiamo pretendere rigore e rispetto delle regole da parte dei cittadini, delle imprese e delle associazioni, se poi tolleriamo opacità, ritardi e irregolarità quando si tratta di beni pubblici affidati in concessione?
Serve un cambio di passo. La politica non può restare alla finestra. È doveroso che l’Amministrazione assuma una posizione netta, verifichi con rigore il rispetto delle condizioni contrattuali e valuti, laddove necessario, l’applicazione delle clausole risolutive previste dal contratto.
Torino ha il diritto – e il dovere – di pretendere trasparenza e legalità nella gestione del proprio patrimonio pubblico. Ogni concessione deve rispondere a un principio imprescindibile: servire l’interesse collettivo, nel rispetto delle regole e della legalità.
Su questo fronte, Forza Italia continuerà a vigilare con responsabilità e determinazione.
Domenico Garcea
Vice Capogruppo Forza Italia
