Nei mesi scorsi avevano presentato una petizione perché in via Rocca de Baldi, 20 ex sede di Telestudio, non venisse realizzato un Cas, Centro di accoglienza straordinaria, per immigrati in attesa di status di rifugiato. Sono gli oltre 400 cittadini del quartiere Nizza Millefonti che, attraverso una petizione presentata nei mesi scorsi, hanno espresso preoccupazione per la realizzazione del centro, in un contesto che presenta criticità per degrado e spaccio.
In particolare, chiedevano che non venisse concessa all’immobile il cambio di destinazione d’uso con funzione residenziale.
La Commissione Urbanistica presieduta da Tony Ledda, presenti gli assessori all’Urbanistica, Paolo Mazzoleni e al Welfare, Jacopo Rosatelli, ha affrontato la questione.
La Città, è stato spiegato dagli esponenti della Giunta, non ha la responsabilità di localizzare e gestire i Cas che dipendono dal Governo e dalla Prefettura.
Nel caso specifico, poi, il soggetto privato (la stessa cooperativa che gestisce un centro di accoglienza a Cavoretto) che si è aggiudicato tramite bando, l’immobile, ha presentato al Comune una Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) con la quale si fa riferimento ad una destinazione residenziale dell’edificio. Si tratta, ha spiegato Mazzoleni, di un iter esclusivamente tecnico sul quale la Giunta non ha competenze ad intervenire. Un iter sul quale viene solo ed esclusivamente valutata la correttezza tecnica. Lo stesso Presidente della Circoscrizione 8, Massimiliano Miano, ha espresso perplessità sulla collocazione del centro.
Da parte loro, i firmatari della petizione hanno ribadito la non contrarietà al principio di accoglienza ma temono che il contesto, già identificato come “zona rossa”, individuato dalla Prefettura per il centro non sia il più idoneo.
(F.D’A.)
