Enti locali: presidio di legalità nella gestione dei fondi europei

Annalisa Puopolo, Segretaria Generale della Città di Torino e Responsabile anticorruzione e trasparenza del Comune

Proteggere i fondi dell’Unione Europea dalla corruzione e dalle frodi attraverso l’azione di prevenzione degli Enti locali. E’ stato questo il tema di due giorni di dibattito e confronto nell’ambito del seminario di formazione rivolto ad amministratori e dipendenti pubblici, organizzato da Avviso Pubblico, finanziato dall’Unione Europea, nel quadro di “Act now – Active Citizens Togheter Now”.

L’incontro, durante il quale sono intervenuti rappresentanti del mondo delle istituzioni, della magistratura, delle forze dell’ordine, docenti universitari ha affrontato temi legati all’etica e all’integrità nella pubblica amministrazione, a contratti e appalti pubblici, al conflitto di interessi ma anche fornito approfondimenti legati alle nuove normative europee e nazionali.

Nel saluto ai partecipanti, il presidente di Avviso Pubblico (rete che raccoglie oltre 600 enti tra i quali la Città di Torino), Roberto Montà, ha sottolineato come il fatto che l’Unione Europea investa su questi percorsi, dimostra che c’è una grande quantità di investimenti e di risorse pubbliche e come sempre più forte stia emergendo il ruolo centrale degli Enti locali nell’attività di prevenzione.

Annalisa Puopolo, con Roberto Montà, presidente di Avviso Pubblico

Annalisa Puopolo, Segretaria Generale della Città di Torino e Responsabile anticorruzione e trasparenza del Comune, ha illustrato il percorso che l’Ente ha intrapreso per spingere tutta la struttura ad agire con trasparenza, definita come “l’unica arma contro l’illegalità”. “La Città di Torino, ha affermato Puopolo, ha incentrato la sua sfida in un sistema di controlli molto rigorosi, consapevole di quanto sia importante avere una struttura che risponda alle sfide. Abbiamo instaurato all’interno dell’Ente il controllo di tutti gli atti che vengono adottati per aspetti legati al Pnrr secondo le normative dell’Unione Europea, con struttura di verifica come elemento di deterrenza necessario ad evitare cattivi utilizzi di risorse. La stessa Corte dei Conti ha apprezzato il sistema di controllo interno, perché questa è l’unica arma attiva nei confronti delle frodi.

La Segretaria Generale ha quindi sottolineato come si sia investito moltissimo sulla formazione, e come i dirigenti abbiano avuto gli strumenti necessari per la gestione dei fondi europei, con una politica di antiriciclaggio “che ci rende abbastanza forti nel rispondere ai controlli che l’Unione Europea dovesse fare. In questo, ha sottolineato Puopolo, vogliamo rappresentare un elemento virtuoso, certi che un sistema anticorruzione che funziona è già un buon inizio rispetto al fatto di non occuparsi del tema. Noi consideriamo come elemento fondamentale la prevenzione e incoraggiamo i dipendenti ad essere sentinelle, un presidio di legalità all’interno del quale è presente un tavolo nel quale responsabile dell’anticorruzione e dirigenti collaborano sullo stesso piano per mappare i processi. In conclusione, la Segretaria Generale ha evidenziato “come si stia operando per fare emergere il sommerso, intervenendo dove non funzionano le cose e cercando di correggere i processi. Questo rappresenta una testimonianza attiva e quotidiana al servizio della cittadinanza e un messaggio di trasparenza”.

Federico D’Agostino