Negozi che diventano appartamenti: un problema o una risorsa?

Il tema dei negozi abbandonati che vengono trasformati in unità abitative al piano terra degli edifici è stato al centro di una riunione della II commissione Urbanistica, presieduta da Tony Ledda, alla quale hanno preso parte anche gli assessori Paolo Mazzoleni e Paolo Chiavarino. Un argomento che preoccupa il mondo del commercio ma anche strati più ampi di cittadinanza, come ha voluto sottolineare l’assessore Chiavarino, che teme il progressivo ridursi del ruolo di presidio sociale e sicurezza rappresentato dagli esercizi commerciali distribuiti lungo le strade dei loro quartieri.
In assenza di dati precisi, auspicati poi da vari consiglieri, la riflessione in commissione si è incentrata sulla crisi del commercio di prossimità – il cui valore sociale e anche urbanistico occorre comunque cercare di salvaguardare – per ragioni di mercato, ma anche sulla sovrabbondanza di locali commerciali, in una città che in passato era arrivata a sfiorare il milione e duecentomila residenti, un quarto più di quelli attuali. In poche parole, ci sono più negozi definitivamente chiusi di quanti siano i commercianti in cerca di locali per avviare la propria attività.
Altra questione, sulla quale si è soffermata, è invece quella di carattere speculativo. Come ha sintetizzato l’assessore Mazzoleni, un conto è un negozio attivo e magari ben avviato che vede interrompere la propria attività perché il proprietario – il quale il più delle volte non è l’esercente stesso – trova più conveniente vendere, magari per destinarlo ad affitti brevi dopo il cambio di destinazione d’uso.
Altra cosa sono negozi o laboratori dismessi e non più appetibili da un punto commerciale, destinati quindi ad ampliare la serie delle serrande chiuse, per i quali la trasformazione a scopo abitativo – eseguita nel rispetto delle regole edilizie – rappresenta comunque una soluzione preferibile al degrado. Fondamentale diventa quindi l’esame di ogni caso specifico, con la prospettiva che l’imminente nuovo Piano Regolatore Generale (PRG) renda la regolamentazione di questa tendenza, che si va allargando, ancora più efficace e rispondente ai bisogni della città.
La questione continuerà a essere seguita dalla commissione Urbanistica, la cui riunione ha visto un ampio contributo di interventi (i consiglieri e consigliere Catanzaro, Fissolo, Tosto, Magazzù, Camarda, Busconi, Greco, Crema, Patriarca e Viale). Al termine dei lavori, il presidente Ledda ha annunciato un prossimo sopralluogo in Piazza Astengo, per valutarne il processo di riqualificazione.
Claudio Raffaelli