Balla, Italia!

Un’esortazione alla danza sociale, come elemento immateriale di rigenerazione urbana e umana. Da questa intuizione e dall’idea di dar vita ad una comunità più coesa e ad una città “più felice e più bella”, attraverso la danza in spazi pubblici, aperti o coperti, è nata “Balla Torino” che ha visto in Luigi Ratclif l’ideatore e il coordinatore del programma “Torino Social Dance”.
Con il convegno dal titolo “Le Città danzano il futuro”, che si è svolto oggi a Palazzo Civico, organizzato dalla Fondazione Contrada Torino in collaborazione con la Presidenza del Consiglio Comunale, a cura di Elisa Guzzo Vaccarino Alessandro Pontremoli e lo stesso Luigi Ratclif, Torino ha promosso un confronto tra realtà pubbliche e private dislocate lungo la Penisola con l’obiettivo di dar vita ad un progetto su questo tema, mettendo in dialogo alcune tra le principali esperienze italiane che lavorano sulla danza sociale e urbana. Un’occasione per porre interrogativi sul rapporto tra ricerca, professionalità e attività spontanea e popolare nonché sulla danza e il ballo come strumenti di inclusione, dialogo, benessere, cura, socialità. L’idea è quella di promuovere una prima rete di soggetti pubblici e privati per dare vita a un progetto speciale nazionale sul tema. Torino e il suo sistema coreografico diffuso insieme ad altre città italiane possono dunque divenire il motore di questo processo nuovo, promuovendo azioni e approfondendo temi non ancora così esplorati.
Nel suo saluto, la Presidente del Consiglio Comunale, Maria Grazia Grippo, ha sottolineato come ”il convegno di oggi rappresenti un ulteriore salto di qualità rispetto al percorso inedito e ambizioso intrapreso da Torino quando, tre anni fa, ha cominciato a riconoscersi e a raccontarsi come città danzante, una realtà che incrocia il vissuto e le carriere di tante persone, professionisti della danza e comuni cittadini e cittadine che a vario titolo hanno dato un posto al ballo nel loro quotidiano. Persone singole e associazioni del terzo settore, imprese private e scuole, che, ha evidenziato Grippo, riunite da Balla Torino, ci appaiono come una realtà qualificata della comunità del nostro territorio, una fetta considerevole, plurale per età, per provenienza e stato sociale, che ha l’ambizione di ricondurre all’unità.
I relatori presenti in Sala Colonne, provenienti da varie città d’Italia

E’ una visione che vogliamo porre all’attenzione nazionale, ha affermato la Presidente del Consiglio Comunale, per allargare questa rete oltre la nostra città e il coinvolgimento dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani rappresenta come il mondo del ballo e della danza sia stato riconosciuto come un unico patrimonio immateriale che rivendichiamo come identitario, che vorremmo trasformare in linee di politiche condivise e strumento di inclusione, benessere, progresso culturale e artistico e di socialità diffusa e, per Torino, leva di interesse per la vocazione turistica.

Politiche che, ha aggiunto, esattamente un anno fa sono state inserite in un manifesto trasformato in atto di indirizzo del Consiglio comunale che ha fatto proprio condividendone lo spirito e le intenzioni.
A partire da quel manifesto, ha concluso Grippo, possiamo dire che la nostra città ha tutte le caratteristiche per potersi definire la prima città danzante d’Italia, dove il ballo sociale e la danza professionistica sono un’esperienza collettiva e possono dialogare, concorrendo alla costruzione di una città più inclusiva, più giusta e più felice. Torino si pone come modello per mettere in dialogo esperienze di comunità danzanti accomunate da uno stesso sguardo che vadano ad agire su tutte le componenti della città”.
“La danza è un linguaggio universale capace di far dialogare culture e persone caratterizzate da culture e provenienze diverse, ha evidenziato l’assessore Paolo Chiavarino e, da questo punto di vista, Torino era il luogo ideale nel quale dare vita ad un progetto come questo.
Il direttore di Contrada Torino, Germano Tagliasacchi, ha messo in evidenza come il progetto Balla Torino rappresenti proprio un progetto di rigenerazione, sul piano urbano ma soprattutto sul piano umano, con la possibilità di generare benessere, e una prospettiva culturale condivisa.
In collegamento da Roma, ha espresso il sostegno all’iniziativa il consigliere per la danza del Ministero della Cultura, Mvula Sungani.
Nel corso della giornata sono state illustrate al pubblico formato da molte ragazze e ragazzi, le esperienze di Torino, con Torino Danza, attraverso le parole della direttrice Anna Cremonini, e di altre città tra le quali Reggio Emilia, Catania, Milano, Rovereto, Napoli, Bologna, Bolzano, Roma, Verona, Palermo, Vicenza, Collegno.
Federico D’Agostino