Smat: microplastiche e pfas in costante monitoraggio

Migliorare la gestione dei rifiuti plastici attraverso il potenziamento delle fasi di riciclo e smaltimento, nonché la riduzione dell’uso di plastica monouso, come bottiglie di plastica, sacchetti e stoviglie usa e getta, al fine di contenere la quantità di plastica dispersa nell’ambiente o intervenire sulle acque reflue attraverso l’installazione o il miglioramento dei sistemi di filtraggio e depurazione negli impianti di trattamento, al fine di trattenere le microplastiche prima che raggiungano fiumi e mari. O ancora concordare con Smat un incremento del Punti d’Acqua per ridurre l’utilizzo di bottiglie in plastica, e promuovere ulteriori campagne di sensibilizzazione per informare i cittadini sugli effetti delle microplastiche sulla salute e perché adottino comportamenti utili alla salvaguardia dell’ambiente nel suo complesso.

Sono queste alcune tra le principali prescrizioni contenute nella mozione della consigliera Ivana Garione discussa nel corso della riunione della Commissione Ambiente, presieduta da Amalia Santiangeli. Una mozione che, se da un lato riconosce quanto la città e le sue aziende partecipate stanno facendo a tutela dell’ambiente, dall’altro invita a sviluppare nuove tecnologie e diffondere maggiore consapevolezza tra i cittadini.

Invitata in Commissione, Smat, l’azienda che si occupa del servizio idrico integrato a Torino e in oltre 293 Comuni, attraverso gli interventi del direttore generale Marco Acri e della responsabile dei laboratori del Centro ricerche, Rita Binetti, dirigente dei Laboratori e Qualità delle Acque, ha descritto le azioni che l’azienda ha messo in campo, non da adesso, per contrastare la presenza di microplastiche e pfas nell’acqua che sgorga nelle nostre case.

Già analisi condotte nel 2018, hanno mostrato un’assenza di materiale plastico rilevabile con la tecnica della spettrometria di massa. Metodologie più recenti hanno evidenziato che microplastiche sono state rilevate nell’acqua potabile a livello globale, ma in Europa le concentrazioni risultano molto basse (<1 particella/L). Ad oggi non sono pertanto state inserite nella lista di controllo, secondo quanto stabilito dall’Unione Europea. Grazie ai 227 punti acqua, sono stati erogati oltre 42 mila metri cubi d’acqua con un risparmio, a salvaguardia dell’ambiente, di ben oltre 28.000.000 bottiglie di plastica.

Notevole l’attività di informazione verso la cittadinanza con decine di iniziative di comunicazione, manifestazioni, eventi e progetti di educazione ambientale, dibattiti, convegni, mostre, presenze ad eventi nazionali ed internazionali e ad eventi culturali.

In merito alle acque reflue, i tecnici di Smat hanno osservato come pur non fissando valori limite, le normative europee richiedano agli Stati membri di avviare programmi di monitoraggio rappresentativi per le microplastiche negli scarichi di scolmatori e nei deflussi urbani nell’ambito dei piani di gestione integrata delle acque reflue, nelle acque reflue urbane, nei fanghi riutilizzati in agricoltura.

Da parte di Smat, continua il monitoraggio legato alla presenza nell’acqua dei Pfas (composti chimici industriali sintetici noti per le loro proprietà antiaderenti e impermeabili).

Nelle campagne di controllo avviate negli anni 2023, 2024, 2025, i risultati ottenuti evidenziano come nella città di Torino i campioni analizzati rispettino ampiamente anche le prescrizioni normative previste dal recente D.LGS. 102, entrato in vigore nel luglio di quest’anno.

Federico D’Agostino