A Torino la mobilità elettrica urbana sta vivendo una fase di grande espansione come di crescente preoccupazione. Monopattini e biciclette elettriche sono ormai una presenza quotidiana sulle strade cittadine; il fenomeno dei mezzi modificati e potenziati ha trasformato quella che era una scelta ecologica e innovativa in un problema di sicurezza pubblica. Non si tratta più solo di decoro urbano o di convivenza civile: sono mezzi che viaggiano a velocità superiori ai limiti consentiti, senza casco, senza assicurazione e spesso senza alcun controllo tecnico.
Negli ultimi mesi si è visto un impegno significativo della Polizia Municipale, con controlli più frequenti e multe per i monopattini parcheggiati in modo irregolare, abbandonati sui marciapiedi, davanti ai portoni o sulle rampe per disabili. Un lavoro serio e apprezzabile, che ha permesso di ridurre una parte del fenomeno del parcheggio anarchico, ma che non affronta la radice del problema: la sicurezza dei cittadini e dei conducenti stessi. Ancora oggi è comune vedere mezzi circolare contromano, senza alcuna protezione, o con modifiche che li trasformano di fatto in piccoli ciclomotori, senza però rispettarne le regole.
Un passo avanti è rappresentato dall’unità mobile della Polizia Municipale, capace di verificare direttamente sul posto la potenza e la velocità dei veicoli, accertando immediatamente eventuali non conformità e procedendo al sequestro dei mezzi irregolari. Questo approccio moderno ed efficace potrebbe diventare uno strumento stabile in tutta la città, garantendo un controllo reale e costante e non solo sperimentale.
A questo si aggiunge un nodo legislativo nazionale ancora irrisolto: la targa non è obbligatoria, così come l’assicurazione, mentre l’uso del casco non è sempre rispettato. Mezzi che raggiungono i quaranta chilometri orari continuano a essere trattati come semplici giocattoli, senza tracciabilità né responsabilità. Per una città moderna e sicura è necessario introdurre regole chiare e stringenti: targa, assicurazione obbligatoria e casco, a tutela sia dei cittadini sia dei conducenti.
C’è poi un’altra dimensione, legata al mondo del delivery, che contribuisce al problema. Molti rider, giovani o lavoratori stranieri, utilizzano biciclette e monopattini modificati per poter consegnare più rapidamente, spesso su pressione di grandi piattaforme come Glovo, Deliveroo o Uber Eats. In questo sistema, il rischio viene scaricato sui lavoratori mentre le aziende traggono profitto senza assumersi responsabilità. La città si trova così a dover gestire le conseguenze di incidenti e pericoli quotidiani.
Per affrontare il problema serve una strategia integrata: controlli tecnici immediati, una rete stabile di collaborazione tra Comune, Polizia Municipale e Motorizzazione, campagne di sensibilizzazione per gli utenti e un’azione politica che solleciti aggiornamenti normativi a livello nazionale. Solo così la mobilità green potrà essere davvero sicura e rispettosa delle regole.
Torino ha l’opportunità di affermarsi come città innovativa, sostenibile e moderna, ma la modernità non si misura dal numero di monopattini in sharing, bensì dalla capacità di garantire legalità, sicurezza e rispetto delle norme. Senza regole chiare e controlli efficaci, la mobilità elettrica rischia di trasformarsi in una minaccia per cittadini e lavoratori. Per questo la Città deve passare dalle parole ai fatti, potenziando i controlli sul campo, regolamentando i mezzi e coinvolgendo le piattaforme di consegna in un percorso di responsabilità condivisa.
Solo così Torino potrà davvero guardare al futuro con sicurezza.
Il vicecapogruppo di Forza Italia
Domenico Garcea
