Nella seduta del 3 novembre 2025 della Prima Commissione, presieduta da Anna Borasi (PD), sono state approfondite le recenti deliberazioni Arera sulla Tari.
L’assessora al Bilancio, Gabriella Nardelli, ha spiegato che Arera agisce per delega dello Stato; Christian Amadeo, dirigente dell’Ufficio Tributi del Comune di Torino, ha illustrato le tre deliberazioni emanate da Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) la scorsa estate.
La deliberazione n°. 397 di agosto 2025 – ha spiegato – riguarda il metodo tariffario rifiuti (Mtr3) per il periodo regolatorio da 2026 a 2029 e attualizza i costi. Le tariffe verranno definite entro il 30 aprile 2026.
Oggi – ha aggiunto – la Tari è composta da una parte fissa e da una variabile, ma in forza della deliberazione Arera n°. 396 del 5 agosto 2025 nel 2028 sarà composta da due parti fisse e da tre variabili (struttura “pentanomia”).
La terza deliberazione Arera, n°. 355, riguarda il funzionamento del bonus sociale e l’attuazione della nuova perequativa per le tutele per le utenze deboli in vigore dal 2025 per tutti i Comuni italiani (pari a sei euro per tutte le utenze, sia domestiche che non domestiche – perequativa Ur3, che si aggiunge alle prime due perequative), in linea con le tutele previste per luce, acqua e gas. Il bonus (riduzione del 25%) riguarda famiglie con Isee fino a 9.530 euro (fino a 20mila euro per famiglie con almeno 4 minori).
Arera – ha precisato Amadeo – riconoscerà il bonus sociale relativo al 2025 nel 2026. Possono però ancora valere le agevolazioni che il Comune già riconosce, con imputazione nel proprio Bilancio: la Città di Torino ha deciso di mantenerle – ha detto il dirigente – mentre altri Comuni le hanno tolte e hanno lasciato solo il bonus sociale da sei euro.
Per ricevere il bonus sociale – ha stabilito Arera – bisogna essere in regola con i pagamenti.
Nel dibattito in Commissione, Pierino Crema (PD) ha chiesto approfondimenti sulle modalità di riconoscimento del bonus e sulle tempistiche dei conguagli Arera.
Caterina Greco (PD) ha criticato l’intromissione di un’Agenzia esterna (Arera) nelle politiche di welfare e ha auspicato la creazione di un Fondo nazionale per l’erogazione del bonus.
Massimiliano Quirico
