Una breve visita alle collezioni del Museo Nazionale del Risorgimento ha dato modo alla V commissione Cultura, presieduta da Lorenza Patriarca, di confrontarsi con i responsabili di una delle principali istituzioni museali della città, visitata l’anno scorso da circa 150mila persone, in gran parte provenienti dal mondo della scuola.
La presidente Luisa Papotti e il direttore Alessandro Bollo hanno guidato i consiglieri e consigliere attraverso le numerose sale, ristrutturate in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, che ripercorrono analiticamente la storia del Paese – e della nostra città – attraverso tre secoli densi di avvenimenti, tragedie, scoperte e personaggi.

Sempre impressionante, anche per chi già conosce il Museo, è il vedere l’immenso apparato documentario, artistico e di cimeli custodito nei suoi locali, per non parlare dell’impatto visivo ed emotivo dell’aula del Parlamento Subalpino, con le targhette sui vari scranni a ricordo di personaggi che su di essi avevano preso posto, nomi del calibro di Camillo Benso di Cavour o Giuseppe Garibaldi.
L’edificio che sin dal 1938 ospita il Museo (che era stato fondato 60 anni prima), ha come corpo centrale il palazzo seicentesco che fu dimora dei Savoia-Carignano, un ramo cadetto della dinastia sabauda che le vicende storiche e dinastiche portarono a una nuova centralità nell’asse ereditario, con l’ascesa al trono di Carlo Alberto.
L’incontro, al quale ha preso parte anche l’assessora Rosanna Purchia, è anche stato l’occasione per gettare le basi di un eventuale progetto di “percorsi cavouriani e risorgimentali” in città e sul territorio piemontese, incentrati su luoghi e monumenti di particolare interesse storico. Già nel settembre dell’anno scorso, il Consiglio comunale aveva approvato un documento che andava in questa direzione, con particolare attenzione alla figura e all’opera del conte di Cavour.
C.R.
