Torino ha più famiglie ma con meno componenti. 66mila le case vuote

Da sinistra, il vicepresidente della commissione Urbanistica Ferrante De Benedictis, il presidente Tony Ledda e l'assessore Paolo Mazzoleni
Un altro tassello ha lastricato il percorso verso il nuovo Piano Regolatore della Città di Torino (PRG). Presso la sala riunioni delle Officine SNOS, nell’area riqualificata sulla sponda settentrionale della Dora, le commissioni Urbanistica, Ambiente e Servizi sociali hanno incontrato l’assessore Paolo Mazzoleni per un aggiornamento sui lavori, presente anche la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo.
Una parte dell’esposizione fatta dagli uffici di Infra.To ha riguardato la geografia umana della città, stabilizzatasi intorno alle 850mila persone residenti (dopo il picco raggiunto negli anni Settanta di quasi 1,2 milioni di abitanti) alle quali vanno aggiunta altre 100mila persone che vivono, studiano e lavorano sotto la Mole avendo conservato la residenza nelle località di origine. A questi, è stato spiegato, vanno aggiunte le centinaia di migliaia di persone che lavorano o studiano a Torino abitando altrove, così come una presenza media di turisti pari a 12mila al giorno. Il nuovo PRG dovrà tenere conto di questa complessità antropica, che investe fortemente, ad esempio, il sistema dei trasporti in città e nell’area metropolitana.

La distribuzione degli abitanti sul territorio comunale, anche al netto delle zone collinari, è molto diseguale, con isolati che arrivano (in proporzione) a densità di 100mila abitanti per chilometro quadrato e zone sotto i 500, se non praticamente disabitate. Interessante il dato che vede il numero dei nuclei familiari in controtendenza rispetto al calo della popolazione negli ultimi decenni. Il loro numero è cresciuto, ma sono più piccoli: in media 1,88 persone per nucleo familiare contro le 2,34 del 1991. Una tendenza, che, si prevede, proseguirà nei prossimi decenni, tra calo delle nascite a aumento della popolazione anziana. In questo quadro, la percentuale della popolazione straniera è decuplicata in 35 anni dal 1.66 al 16,15%: una proiezione la attesta al 18% circa nel 2041, con una brusca frenata rispetto ai decenni passati.

La sala riunioni delle Officine Snos
Per quanto riguarda la casa, secondo dati Istat e Tari, a Torino risulterebbero quasi 66mila abitazioni non occupate, per un totale di più di cinque milioni di metri quadrati: questo su un totale di 502mila abitazioni per complessivi 37,5 milioni di metri quadri.
Altri aspetti della presentazione effettuata oggi riguardavano i temi del trasporto pubblico, degli spazi verdi, dell’economia e del lavoro, toccati per sommi capi, poiché sono previste ulteriori riunioni di approfondimento e confronto.
Nel dibattito seguito alla presentazione, coordinato da Tony Ledda, sono intervenuti vari consiglieri e consigliere. Crema e De Benedictis si sono soffermati sul tema degli insediamenti produttivi e del lavoro di qualità come elementi necessari al futuro della città, tema ripreso anche da Cerrato, che ha toccato anche l’argomento del trasporto pubblico, ripreso anche da Magazzù. Russi ha lamentato lo scarso coinvolgimento del Consiglio comunale, riaffermando la centralità della popolazione effettivamente residente. Garione ha da parte sua evidenziato i temi della qualità della vita e dell’inclusione, oltre che dei problemi posti dalla forte percentuale di persone anziane. Busconi, infine, ha toccati i temi della gentrificazione di alcune zone della città e dell’insufficienza dei posti nelle residenze universitarie.
C.R.