Sara Di Pietrantonio era una studentessa ventiduenne. Fu uccisa a Roma nel 2016 dall’ex fidanzato Vincenzo Paduano, che la strangolò e le diede fuoco, dopo averla inseguita in auto, in via della Magliana, a Roma.
A lei e a tutte le donne vittime di femminicidio, questa mattina, a Palazzo Paesana, il sindacato Ugl insieme a U.D.i.RE (Uomini e Donne in Rete contro ogni forma di Violenza) hanno dedicato il convegno “Donne, Libertà e Rinascita”, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
“I femminicidi non hanno subito alcuna battuta di arresto, ha esordito la Presidente del Consiglio Comunale, Maria Grazia Grippo che ha portato il saluto della Città all’iniziativa. Non si tratta più di un fenomeno emergenziale o episodico, ha aggiunto, ma di un fenomeno strutturato che affonda le sue radici in una cultura che ci appartiene verso la quale dobbiamo avere la capacità di agire.
La Città di Torino, ha ricordato Grippo, negli anni ha fatto scuola a livello nazionale rispetto alla sua capacità di organizzare servizi e creare rete con il terzo settore a supporto delle donne vittime di violenza. Mi lascia afflitta, ha sottolineato, l’incapacità di diverse componenti istituzionali di riconoscere la matrice culturale che sta alla base della violenza contro le donne. C’è intesa su come modificare il codice penale ma mancano azioni a monte. Il “consenso libero e attuale”, dovrebbe appartenere alle nostre relazioni, insieme alla capacità di accettare la fine di una relazione.
Ho cercato, in occasioni come quella odierna, ha concluso Grippo, di creare consenso rispetto alla necessità di agire sull’educazione, che andrà insegnata ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze, affinché si possa agire prima che si arrivi a compiere un reato, prima che si discuta in un processo”.
F.D’A.
