Presentate due petizioni contro il Progetto Aurora

Nell'immagine, tratta dalla presentazione del progetto, un rendering di via Palermo di come potrebbe presentarsi a lavori ultimati.
Due diverse petizioni, inerenti argomenti simili, sono state presentate questa mattina durante un Diritto di Tribuna moderato dalla presidente Maria Grazia Grippo. Chiedono di ripensare il progetto che prevede interventi di riqualificazione sui quartieri di Aurora e Barriera di Milano (Circoscrizione 6 e 7). Nella prima, firmata da 792 torinesi, i firmatari, commercianti che ri raccolgono intorno all’associazione PRO.Mar, si dichiarano contrari all’ipotesi di un’area pedonale in via Martorelli e alla relativa pista ciclabile che dovrebbe attraversarla. La ritengono inutile alla luce del fatto che la via è già una “zona 30” e quindi, a traffico calmierato, le biciclette e gli altri mezzi considerati di mobilità sostenibile, possono già percorrere quel tratto di strada in sicurezza. La preoccupazione in merito alle isole pedonali, riguarda invece il rischio che diventino aree di bivacco per sbandati di ogni tipo, giorno e notte, con relativa diminuzione della sicurezza per i residenti e per la qualità della vita, più in generale. Si concentrano, invece, su quello che ancora manca e che potrebbe essere invece di grande utilità per il quartiere, come: il rifacimento dei marciapiedi, del manto stradale e il miglioramento dell’illuminazione pubblica. Tutte soluzioni, sostengono, già prospettate all’interno di un progetto del mai portato a termine. La seconda petizione è, invece, firmata da 404 cittadini torinesi che contestano soprattutto l’ipotesi di intervento sull’asse di via Martorelli e corso Palermo, con particolare riguardo alla necessità di mantenere lo stato attuale della viabilità, non introducendo l’area pedonale e la pista ciclabile su via Bologna, che porterebbero ad una contrazione dei posti per il parcheggio delle auto sulla via e renderebbero più caotico il traffico pedonale già congestionato dalla presenza di numerosi istituti scolastici e attività ricreative. Nel testo della petizione, i firmatari non mancano di argomentare a favore di possibili interventi per la riqualificazione della zona, sostenendo, ad esempio, la necessità di avere una migliore illuminazione e il rifacimento del manto stradale del Ponte Carpanini. Per questo propongono la realizzazione di strutture per migliorare la qualità della vita delle famiglie, e degli adolescenti in particolare, quali: centri ricreativi e case di quartiere, anche attraverso la ristrutturazione di vecchi edifici di proprietà della Città che, nella zona, non mancano.
Marcello Longhin