Al termine della relazione dell’Assessora al Bilancio Gabriella Nardelli, sul Bilancio 2026 e sul Dup, ( https://www.comune.torino.it/novita/comunicati/relazione-dellassessora-nardelli-apre-confronto-sul-bilancio ) consigliere e consiglieri hanno dato vita al dibattito:
Secondo Pierlucio Firrao (Torino Bellissima) dalla relazione dell’assessora Nardelli sembra di essere nella città dei sogni: tutto funziona, tutto è perfetto. Invece – ha affermato – i bus non passano, le scale mobili e gli ascensori si rompono, la metro si ferma, le strisce pedonali si cancellano e la città continua a essere sporca. Firrao ha quindi chiesto più attenzione a bambini, neo mamme e famiglie e di agevolare la pratica sportiva gratuita all’aperto, anche installando porte da calcio al Parco Ruffini e canestri da basket nel Parco Braccini.
Per Ferrante De Benedictis (Fratelli d’Italia) i cittadini hanno bisogno di fatti concreti e di investimenti in casa, welfare e sviluppo. C’è una crisi abitativa spaventosa – ha detto – e occorre aumentare le voci di spesa per il diritto alla casa, come chiesto anche dalla Sala Rossa, e per le periferie. E intervenire su anziani e persone senza fissa dimora, così come su lavoro e promozione del turismo e dello sport. Per De Benedictis, il Bilancio registra un forte squilibrio tra bisogni e risorse messe a disposizione e non disegna una visione per trasformare e re-industrializzare la città, per tornare a produrre.
Secondo Andrea Russi (M5S) le risorse si restringono e non è possibile guardare al Bilancio con serenità e fiducia. L’equilibro si fonda su risorse straordinarie per sostenere il presente e non si guarda al futuro, quando non ci saranno più il Patto per Torino e il Pnrr – ha spiegato, manifestando perplessità sui fondi per mantenere le opere ora in cantiere e sulla manutenzione ordinaria del suolo pubblico e sulla crescita dell’indebitamento. Ha quindi chiesto più risorse per l’edilizia residenziale pubblica e per le arti performative. Bisogna puntare – ha concluso – su lavoro, sociale, casa, innovazione e ambiente.
Nel suo intervento, Federica Scanderbech (Forza Italia) ha sottolineato che un bilancio dovrebbe partire dai bisogni della città, non da una narrazione patinata che non coincide con la realtà che vivono ogni giorno i torinesi. E invece, ancora una volta, ci si trova di fronte a un documento che non fornisce risposte ai problemi strutturali della città. Anzi, li rimuove dietro l’ennesima scenografia fatta di conferenze e annunci. Mentre il sindaco racconta una Torino che non esiste, quella reale sprofonda nelle classifiche, non semplici statistiche ma un chiaro segnale politico, la prova che il contatto con la città si è smarrito. Il bilancio di previsione dovrebbe essere lo strumento con cui costruire il futuro. Quello presentato certifica immobilismo, incertezza e una totale assenza di strategia per le periferie. Torino merita molto di più: merita una guida che non abbia paura di decidere, di investire sulla modernizzazione urbana, sul piano regolatore, sul turismo, sul rilancio delle imprese locali.
E concentrato sul futuro di bambini e giovani, Pietro Abbruzzese. Certificata la preoccupazione per la denatalità e per il calo dei residenti (anche per altri motivi, soldi persi per la città), nonostante non si viva peggio che in altre città. Per il consigliere di Torino Bellissima, sarebbe stato meglio modificare il bilancio per aiutare le giovani coppie, che fanno troppa fatica con il bilancio familiare. Così, nella mozione di accompagnamento presentata, si chiede un maggiore impegno a pianificare un percorso istituzionale con gli altri soggetti pubblici, con l’obiettivo di ottenere più risorse per abbassare le rette degli asili nido. Si dovrà poi monitorare l’efficacia di questi provvedimenti e modificarli nel modo migliore, per il bene delle giovani generazioni.
Anche Giuseppe Iannò (Torino Libero Pensiero) non è convinto del Bilancio che ratifica la scarsa visione da parte dell’Amministrazione. Un documento che rappresenta la distanza fra la città che immaginate e quella vissuta davvero, ogni giorno, dai torinesi. Un Bilancio che non indica dove si vuole andare e nemmeno come fare per arrivarci e non colma il divario fra centro e periferie. Nessuna strategia, nessun investimento. Si governa il presente senza costruire il futuro e, mentre i cittadini continuano a pagare molto, ricevono sempre meno da questa Amministrazione. Un bilancio tecnicamente corretto ma politicamente debole, costruito senza il coinvolgimento dei territori, delle circoscrizioni e della realtà sociali, non restituisce una visione, non risponde alle urgenze, non riduce le diseguaglianze.
Enzo Liardo (FdI) ha posto l’accento sulla capacità della maggioranza di Palazzo civico di rincorrere i propri fallimenti, in particolare in tema di lavori pubblici. Ha rilevato che se il progetto di piazza Baldissera fosse rimasto quello iniziale oggi non ci si troverebbe in questa situazione e ha ricordato i costi della biblioteca progettata da Bellini mai realizzata, con lo spreco di dodici milioni di euro. Ha concluso definendo il Pd coerente con le proprie contraddizioni.
Il capogruppo del Pd Claudio Cerrato ha rilevato il buon prosieguo del lavoro dell’amministrazione in una situazione resa difficile dai tagli governativi agli enti locali. Ha rilevato l’importanza delle risorse giunte in questi anni grazie al Patto per Torino e il volano determinato dai cantieri aperti grazie al Pnrr. Ha evidenziato i buoni rapporti della Città con la Compagnia di San Paolo e la Fondazione Crt come l’azione politica rivolta a tutto il territorio, in particolare alle periferie, il rafforzamento della macchina comunale, la garanzia dello sviluppo del mondo privato. Il consigliere ha concluso auspicando maggiori attenzioni alle amministrazioni locali da parte del Governo.
La consigliera Tiziana Ciampolini (Torino Domani) ha riflettuto sul lavoro svolto dall’amministrazione, i vincoli strutturali di bilancio, l’impegno per lo sviluppo della democrazia locale. In particolare ha rilevato lo sviluppo radicale di Torino dal 2020 evidenziato dal Dup in votazione nello sviluppo delle politiche sociali, come per la Missione 12 che registra una crescita di spesa da 17,6 a 181 milioni. Oltre al voto favorevole sul Bilancio, Ciampolini ha preannunciato la presentazione di una mozione per l’adozione di una delibera quadro sul welfare di prossimità in tema di co progettazione e co programmazione, ambiti oggi non riconosciuti come asse portante del welfare cittadino.
Giuseppe Catizone (Lega) rileva che le parole più ricorrenti nel Dup sono attrattività, città delle opportunità, città interconnessa, città dell’innovazione ma ritiene che non ci sia nulla di tutto questo in quello che si vede quotidianamente, restando evidenti problemi strutturali e della sicurezza. La demografia è in continuo calo, con riduzione di entrate, Torino è tra le 5 città più pericolose d’Italia e sottolinea come la classe media tenda ad andare a vivere fuori città mentre esiste un’immigrazione con criticità. Non ci sono ricette in controtendenza. Evidenzia come occorra essere appetibili per diventare attrattivi, ma non lo si è con un indice di insicurezza elevato, con periferie nelle quali è mancata la rigenerazione sociale. Serve diventare attrattivi, sono benvenuti i capitali indiani e cinesi in ambito automotive per avere nuovo lavoro per non avere solo baristi e stewart.
Caterina Greco (PD) evidenzia come fin dall’inizio del mandato si siano messe in campo azioni per superare lo squilibrio di bilancio di quattro anni fa, con riduzione indebitamento e disavanzo, miglioramento riscossione, l’azzeramento anticipazione di tesoreria e riduzione tempi pagamento fornitori.
Sottolinea l’aumento delle agevolazioni Isee e il mantenimento delle agevolazioni per famiglie e per persone con disabilità e messo a punto azioni per situazioni di fragilità.
Ricorda come la Giunta sia riuscita a completare i progetti del Pnrr ed auspica che Comuni possano utilizzare economie derivanti dai progetti Pnrr. Sono stati raggiunti risultati importanti con grande capacità di spesa e l’obiettivo è mantenerla ricercando nuovi stanziamenti per portare a Torino risorse per metro uno e due per il lotto fino al Politecnico.
Anna Borasi (PD) mette in risalto come la relazione sul bilancio metta in luce la capacità degli assessori di utilizzo di fondi europei, della Regione e delle fondazioni per raggiungere gli scopi delle politiche che non si sarebbero raggiunti con fondi strutturali. E’ emersa la qualità delle risorse umane, con la capacità di gestire i progetti, capaci di far fronte a servizi nuovi. In ultimo ha evidenziato la capacità a livello comunale di mantenere le stesse tariffe con una capacità di efficientamento della spesa.
Il consigliere Domenico Garcea (FI) ha da parte sua ha posto alcune questioni quali l’insufficiente illuminazione pubblica in via San Gottardo int. 183, in Barriera di Milano, per la quale occorre intervenire a tutela di sicurezza e decoro.
Garcea ha poi rimproverato alla maggioranza la scarsa conoscenza del territorio. Il consigliere si è infine augurato che i lavori per la linea 2 della metropolitana partano effettivamente nel 2026, trattandosi di un’opera infrastrutturale necessaria per riqualificare il territorio e farlo ripartire.
Simone Fissolo, capogruppo dei Moderati, ha evidenziato come il rientro del disavanzo, la riduzione dell’indebitamento e la risoluzione di alcuni “derivati” finanziari siano stati un risultato importante, così come il lavoro fatto per recuperare tanti chioschi abbandonati. PNRR e infrastrutture daranno una nuova facciata a Torino, ha aggiunto il consigliere, che ha espresso il sostegno alla richiesta fatta dal sindaco affinché i fondi residui del PNRR siano destinati ai Comuni che l’hanno gestito meglio. Per Fissolo, bisogna anche guardare alla pianificazione europea per il 2028-34, un bilancio da 2000 miliardi. Tuttavia, ha aggiunto, occorre pensare non solo ai conti ma anche alle persone e al loro futuro, come ha recentemente ricordato il presidente della Repubblica. Secondo il consigliere, occuparsi di “beni immateriali” (denatalità, sostegno sugli affitti, politiche per i senza fissa dimora, welfare…) rappresenta la sfida per i prossimi anni, mettendo a sistema i vari servizi offerti.
Il Bilancio si inserisce in un quadro di sfide internazionali in cui spesso le città sono lasciate da sole e in un piano di rientro dal disavanzo – ha affermato Emanuele Busconi (Sinistra Ecologista). La Città – ha proseguito – sta lavorando per garantire l’accesso alla casa, ma occorrono interventi strutturali nazionali. Il Dup e una mozione proposta da Sinistra Ecologista affrontano anche il tema della mobilità, valorizzando la rete dei trasporti pubblici locali, le piste ciclabili e la mobilità sostenibile – ha concluso, chiedendo uno sforzo anche al Ministero affinché conceda maggiori risorse per gli investimenti.
Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS) ha sottolineato la preoccupazione per la crescente povertà, per la retribuzione lavorativa media annua bassa e l’aumento del lavoro povero in Italia. Crescono i nuovi poveri e e le difficoltà di accesso alle cure, ma la Città se ne sta facendo carico – ha sostenuto – con obiettivi sfidanti, come la revisione del Piano Regolatore, per una città più coesa, più giusta. Ha quindi ribadito l’importanza di promuovere i Patti educativi di comunità e di continuare il lavoro di ‘ricucitura’ nelle periferie e gli interventi svolti in favore delle persone senza fissa dimora, nonostante – ha detto – non arrivino fondi adeguati da Regione e Governo.
Ivana Garione (Moderati) ritiene che la relazione fornisca visione finanziaria chiara della città utile a comprendere la sostenibilità finanziaria dell’Ente. E’ importante continuare nell’azione di sviluppo della città, rappresentato in particolare dal piano regolatore, un ecosistema di sostenibilità e di cura della città.
Valentino Magazzù (Pd) si è concentrato sul tema dell’adeguamento della tassa di soggiorno. E’ una tassa non fonte di entrata ma di scopo, che si colloca a livello delle altre città italiane europee. Raggiungerà al massimo 5 euro, comunque più bassa che altrove, influenzerà poco la scelta dei turisti orientati più che altro da eventi e attrattività culturale alla quale concorrerà proprio la tassa di soggiorno.
Il Consigliere Silvio Viale (+Europa – Radicali italiani) ha rilevato vari interventi di consiglieri riguardanti temi precedenti il bilancio e non l’attuale. Ha rilevato che la Città non fa la guerra agli automobilisti, non è tra le prime in Italia per numero di contravvenzioni e che la circolazione automobilistica non è peggiorata. Ha preannunciato l’astensione sulla delibera per la tassa di soggiorno, il voto a favore della mozione di Scanderebech, il voto contrario sulla mozione di Abbruzzese, l’astensione sulla mozione di Busconi, il voto favorevole alle mozioni di Iannò, Firrao e Fissolo.
Il consigliere Pierino Crema (Pd) ha richiamato la mozione di accompagnamento che rileva criticità sui ridotti finanziamenti agli Enti locali previsti dalla manovra governativa; in particolare ha sottolineato i mancati rimborsi dello Stato ai Comuni per le spese dei minori stranieri non accompagnati. Crema ha ricordato le assunzioni fatte quest’anno dal Comune, il massimo delle possibili in base alle normative e che – ha sottolineato il consigliere – possono essere incrementate.
Al termine del dibattito, il Consiglio comunale ha approvato il Dup con emendamenti della presidente del Consiglio comunale, Maria Grazia Grippo e della consigliera Garione.
