La discarica AMIAT di via Germagnano, alle Basse di Stura, ha chiuso i battenti alla fine del 2009. La fine del conferimento dei rifiuti solidi urbani non differenziati, in quel momento, metteva fine a un quarantennio di onorato servizio: ma non tutto è fermo, in quel vasto ambito racchiuso tra la Stura, la superstrada per l’aeroporto e la tangenziale. Venti milioni di tonnellate di rifiuti, compattati nel corso dei decenni in un lotto di 230.000 metri quadri con fondo impermeabilizzato, non svaniscono nel nulla: possono tuttavia essere una preziosa fonte di energia, se il tutto viene adeguatamente gestito.
La decomposizione delle masse organiche presenti nei rifiuti genera infatti grandi quantità di biogas, oltre al percolato, la parte liquida derivata dai processi di decomposizione. Se quest’ultimo, tramite condotto fognario, è stato e tuttora viene conferito all’impianto SMAT di Castiglione Torinese, dove viene depurato prima di essere restituito alla natura tramite il versamento nel Po, il biogas è finora stato utilizzato per produrre energia elettrica.
Il recupero del gas avviene tramite una rete di 530 camini di estrazione, spinti fin nei meandri più profondi della massa dei rifiuti (oggi interamente interrata), collegati a 27 impianti di aspirazione con un reticolo di tubature che assomma a 32.000 metri lineari: il biogas così raccolto viene convogliata ad alimentare motori endotermici che muovono gli alternatori per la produzione dell’energia elettrica, utilizzata da AMIAT stessa e in parte conferiti alla rete elettrica generale. Un processo produttivo iniziato vari anni prima della chiusura della discarica, che aveva raggiunto il suo picco nel 2008, arrivando a produrre fino a 90mila MWh
Il flusso del biogas, con l’interruzione dei conferimenti di nuovi rifiuti, si riduce inevitabilmente nel tempo: oggi sono in funzione, attivati alternativamente a coppie, solo 4 dei 12 motori originariamente la produzione nel 2025 si è attestata a 15mila MWh, un sesto rispetto al record del 2008. Le previsioni sono per una graduale discesa sotto i 6mila MWh nei prossimi dieci anni.
La situazione della produzione di energia elettrica nell’ex discarica è stata illustrata dai vertici di AMIAT (parte del gruppo IREN) nel corso di una riunione della VI commissione Ambiente, presieduta da Amalia Santiangeli. Hanno preso la parola, con interventi o domande, i consiglieri e consigliere Apollonio, Garione, Borasi, Patriarca, De Benedictis, Pidello, Greco.
(C.R.)
