Il 24 gennaio 2026, il Piazzale Rostagno, nel quartiere Aeronautica, si animerà per l’inaugurazione dell’installazione artistica permanente “Wall of Dolls”, Il muro delle bambole, un nuovo presidio di consapevolezza contro la violenza sulle donne e il femminicidio.
Il progetto, ideato e realizzato in città su iniziativa dell’Associazione Socraté APS è stato presentato questa mattina, nel corso della riunione congiunta delle Commissioni Cultura e Diritti e Pari opportunità, riunite sotto la presidenza di Lorenza Patriarca. L’iniziativa porta nel capoluogo piemontese un format artistico e sociale nato a Milano nel 2014 da un’idea di Jo Squillo e diventato simbolo nazionale della lotta alla violenza di genere.
La scelta del luogo, è stato spiegato, non è casuale. L’associazione Socratè, promotrice di varie attività nel quartiere Aeronautica (ricordiamo fra tutte Una tela per la pace), ha voluto che l’opera sorgesse in una zona periferica per ribadire che la cultura, e in particolare quella del rispetto per le donne, deve raggiungere ogni angolo della città. L’installazione consiste in una griglia metallica sulla quale saranno sistemate bambole di ogni tipo, di pezza, di plastica, antiche o moderne. Ciascuna rappresenta una donna, una storia interrotta, una ferita che la società non dimentica.
Il Muro è un’opera che si costruisce in modo partecipato e che si amplia grazie alle donazioni dei cittadini, un modo per invitare tutti ad essere non solo spettatori ma anche parte attiva del cambiamento. Durante l’evento del 24 gennaio (ritrovo ore 14.45), i partecipanti potranno condividere pensieri, poesie o riflessioni che verranno inseriti in una “lettura collettiva” per dare voce a chi è stata messa a tacere.
Con questa iniziativa, si allarga la rete delle città come Milano, Roma, Genova e Venezia, che hanno dedicato un Muro delle bambole alle donne vittime di violenza, confermando la sua vocazione di Torino quale città attenta ai diritti civili e alla sicurezza sociale.
Federico D’Agostino
