Mattarella: “Ufficio Pio indipendente dal potere pubblico, vicino ai più deboli”

Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella

Nato nel 1595 l’Ufficio Pio della Compagnia di Sanpaolo ha attraversato epoche e trasformazioni sociali, diventando oggi un modello di welfare moderno. Questa mattina, alle Gallerie Italia, si è svolto un evento che ha celebrato i 430 anni di vita, presentando, attraverso il racconto audiovisivo “Volta Pagina” e diverse testimonianze una sorta di manifesto programmatico, caratterizzato dalla volontà di superare i vecchi paradigmi dell’assistenzialismo per costruire percorsi di autonomia delle persone, attraverso il contrasto alla povertà educativa e il sostegno alle vulnerabilità per famiglie e anziani in condizioni di fragilità economica e sociale.

A salutare il presidente della Repubblica, anche la Presidente del Consiglio Comunale, Maria Grazia Grippo

All’iniziativa, oltre ai vertici di Compagnia di Sanpaolo, insieme con le massime autorità civili, religiose e militari, anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

L’Ufficio Pio ha accompagnato questa città attraverso mutamenti profondi che si sono verificati in oltre quattro secoli, sia sul versante delle condizioni politiche istituzionali, sia sul versante sociale”, ha esordito il Capo dello Stato, esprimendo apprezzamento per l’opera dell’Ufficio Pio. “Lo ha fatto, ha aggiunto, restando sempre uguale a se stesso, sempre ispirato da due principi: l’autonomia, rispetto al potere pubblico e l’attenzione ai più deboli”.

Oggi abbiamo altre condizioni rispetto ai secoli precedenti, ha ancora evidenziato Mattarella, esigenze, attese, prospettive, sogni, progetti, che richiedono percorsi per superare le difficoltà. “In questo oggi è impegnato l’Ufficio Pio, affrontando le nuove povertà e le difficoltà che caratterizzano il disagio di tanti giovani, le condizioni dei migranti, le difficoltà nell’approccio al lavoro e nella ricerca dell’abitazione”.

Tra le autorità presenti all’incontro, anche la Presidente del Consiglio comunale, Maria Grazia Grippo, in rappresentanza della Sala Rossa.

Federico D’Agostino