Presentate in Sala Rossa le iniziative per il centenario di Piero Gobetti

Gustavo Zagrebelsky con la presidente Grippo e l'assessora Purchia

Cento anni fa, Piero Gobetti moriva a Parigi ancora giovanissimo, per una malattia acuita dalle percosse subite dai fascisti, dei quali era un fiero avversario, prima di dover lasciare l’Italia. Brillante scrittore, giornalista, editore e analista politico, si era formato in una Torino che, uscita dal dramma della Prima Guerra mondiale, ribollita di tensioni sociale ma anche di idee.

Il logo delle celebrazioni per il centenario della morte di Piero Gobetti

Di ispirazione liberaldemocratica ma attento al dinamismo espresso del movimento operaio e socialista, Gobetti lavorò in costante contatto e confronto con le diverse scuole di pensiero, che trovavano sotto la Mole alcuni dei più fecondi esponenti, basti pensare ad Antonio Gramsci il quale, come ricordato dal professor Zagrebelsky aveva per Gobetti, pur non ritenendolo “uno di noi”, una profonda stima e una grande simpatia.

Per il centesimo anniversario della morte di Gobetti, intorno al Centro Studi a lui dedicato, fondato nel 1961 e con sede in quella che era la casa sua e della moglie Ada Prospero, si è costituito un Comitato nazionale che ha presentato oggi, a Palazzo Civico, un fitto programma di iniziative culturali e di spettacoli  (www.centrogobetti.it/centenario-Piero-Gobetti).

In Sala Rossa, per l’occasione, hanno preso la parola la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo, il costituzionalista e presidente del Comitato nazionale Gustavo Zagrebelsky, poi Pietro Polito, direttore del Centro Studi Piero Gobetti e infine l’assessora alla cultura Rosanna Purchia.

La presidente Grippo, che ha introdotto la presentazione, ha dichiarato: “Ho fortemente voluto che fosse proprio la Sala Rossa, luogo di libero confronto democratico, a ospitare la presentazione delle iniziative per il centenario della morte di Piero Gobetti, il quale ancora oggi rappresenta per tutte e tutti noi un esempio è un punto di riferimento.

Sala Rossa affollata per la presentazione del programma delle iniziative

Nel corso della sua breve esistenza – ha aggiunto la presidente – Gobetti ha saputo incarnare la parte migliore dello spirito liberaldemocratico della propria epoca, in perenne dialogo con altre scuole di pensiero che a Torino vedevano all’opera alcune delle loro migliori intelligenze, a cominciare da Antonio Gramsci. La volontà di coniugare i principi di libertà e giustizia sociale – ha concluso Grippo – resta un tratto distintivo del pensiero politico di Piero Gobetti, che non ha mai perso la sua attualità ma ancor di più ne ritrova in questa difficile fase della nostra storia”.

Qui ( https://www.facebook.com/share/v/186apJeozp/) il video completo della presentazione, con gli interventi di Grippo, Zagrebelsky, Polito e Purchia.