Al Polo del ‘900 una targa per ricordare Bruno Segre

“Bruno Segre – Partigiano, avvocato, giornalista, laicista, pacifista, nonviolento, libertario, socialista e uomo immune da condizionamenti religiosi e politici. Un moderno libero pensatore che ha difeso l’insopprimibile esigenza di libertà”. È il testo, completo, della targa scoperta questo pomeriggio nel cortile interno di Palazzo san Daniele, sede del Polo del ‘900. Una sintesi efficace, il testo della targa, per rendere omaggio ad uno dei personaggi centrali della storia recente della nostra città. Di lui, nel giorno della sua morte nel 2024, proprio il 27 gennaio, Giorgio Levi, presidente del Centro studi Pestelli scrisse: “era un’icona, un simbolo del laicismo e della giustizia. Un punto di riferimento per la politica, l’economia, la cultura di Torino. Oggi, un altro 27 gennaio, un altro Giorno della Memoria, erano in tanti alla cerimonia per lo scoprimento della “sua” targa. Istituzioni, associazioni e semplici cittadini. A fare gli onori di casa, il presidente della Fondazione Polo del ‘900 Alberto Sinigaglia, fra i presenti: la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo, il nipote Ruben Segre e il presidente di ANNPIA (Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti) Boris Bellone, che sono intervenuti per un saluto e un ricordo di Segre. Grippo ne ha sottolineato il forte legame con la città: prima consigliere comunale, poi insignito del sigillo civico nel 2015 e infine, ancora in Sala Rossa, per festeggiare il suo centesimo compleanno in qualità di consigliere emerito. Bellone ha ricordato soprattutto il periodo trascorso dal 2009 a condividere l’impegno in ANNPIA, ogni mercoledì, con Segre a ragionare di politica, di libero pensiero, di filosofia e di diritti civili. Infine il nipote, Ruben Segre, per ricordare come il Polo del ‘900 sia stato per il nonno una seconda casa, un porto sicuro, profondamente familiare, dove trascorrere anche momenti personali, sempre accolto con sensibilità, attenzione e rispetto. Un luogo dove Bruno Segre ha potuto portare avanti le sue battaglie contro ogni forma di autoritarismo, per il riconoscimento dei diritti civili, per il contrasto all’oscurantismo e la difesa della libera manifestazione del pensiero.
Da oggi quel luogo torna ad essere un po’ anche suo.
Marcello Longhin