Il rilancio del Caat e i problemi ancora da risolvere

È praticamente un mondo a parte, il CAAT – Centro Agro Alimentare Torino. Situato ai margini della città, già nel territorio di Grugliasco, è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 3,30 alle ore 10,30 per consentire la movimentazione e la vendita di prodotti freschi e locali. Nel 2024 520.781 tonnellate di frutta e verdura, così suddivisa: 157.167 tonnellate di frutta fresca, 5.212 di frutta secca, circa centomila tonnellate di agrumi e 258,310 di ortaggi. Dentro i 50mila metri quadrati di area commerciale, gravitano una novantina di grossisti, un centinaio di produttori, gli acquirenti (commercianti, rappresentanti della grande distribuzione e mercatali), gli addetti alla logistica, i movimentatori delle merci, trasportatori, addetti alla sicurezza, personale di due bar e di una tabaccheria, oltre ai funzionari della direzione. Un microcosmo con pregi, difetti e qualche problema ancora da risolvere. Anche per questo la notte scorsa, i consiglieri di Terza e Prima commissione sono entrati nella struttura. Per effettuare un sopralluogo, voluto dal presidente Pierino Crema, al quale ha preso parte anche l’assessore al commercio @Paolo Chiavarino, con l’obiettivo di approfondire le novità e le urgenze di uno fra i mercati ortofrutticoli all’ingrosso più grandi del Paese. Ad accogliere i consiglieri, il presidente Fabrizio Galliati e il direttore generale Gianluca Meglio, Vittorio Rovetta presidente dell’Apgo (Associazione piemontese grossisti ortofrutticoli) otre ad alcuni rappresentanti della Coldiretti e della Confesercenti. Dopo un giro lungo le zone principali della struttura, Galliati e Meglio si sono soffermati soprattutto sul progetto “Verso il CAAT 4.0”, spiegando ai consiglieri gli obiettivi strategici che riguardano l’ammodernamento strutturale, il potenziamento della logistica, la digitalizzazione e la sostenibilità. Nel dettaglio: l’ammodernamento infrastrutturale riguarda la creazione di spazi di logistica per il carico e lo scarico delle merci e nuovi sistemi per la tracciabilità delle merci in transito, la digitalizzazione passa attraverso l’implementazione della rete wireless, la sostenibilità è da ottenere grazie all’efficientamento energetico. Tutti interventi in corso, con previsione di conclusione dei lavori per il giugno del 2026. Con la speranza di ottenere nuovi posti di lavoro, l’aumento di competitività per le imprese agricole, la facilitazione dell’incontro fra domanda e offerta, in un panorama che si propone di stimolare l’economia locale. Ancora irrisolto, invece, il grande tema dell’orario di apertura. Un tema su cui, da anni, si confrontano le parti, anche con la mediazione delle istituzioni, senza che si riesca a raggiungere un compromesso accettabile. Così anche l’altra notte quando la discussione nel merito non ha trovato punti in comune. Un argomento che Crema e Chiavarino hanno dichiarato rimanere al primo posto dell’agenda della Città in materia di CAAT. Se ne parlerà, nuovamente, in una prossima seduta della Terza commissione.
Marcello Longhin