Sport ed educazione, per essere vincenti sul campo e nella vita

Coltivare giovani talenti nel mondo del tennis, non solo a livello sportivo, ma anche educativo. È quanto fa la I Tennis Foundation, audita nella seduta del 4 febbraio 2026 della Quinta Commissione, presieduta da Lorenza Patriarca (PD).

Il presidente dell’ente, Simone Bongiovanni, ha illustrato le opportunità offerte dall’organizzazione, nata nel 2018 a Torino per offrire percorsi di natura sportiva, ma anche educativa, offrendo borse di studio ai migliori giovani talenti tennistici appartenenti a famiglie che non possono permettersi un percorso tennistico competitivo per i propri figli e figlie.

Il presidente, insieme ad Andrea Gabola, commercialista e componente del Consiglio direttivo, si è quindi soffermato sui programmi educativi proposti.

In particolare, è stato presentato il progetto “Be smart with your smartphone” sull’uso consapevole e responsabile dei telefoni cellulari, il cui abuso può anche avere ripercussioni sulla carriera sportiva.

L’obiettivo – hanno spiegato – è quello di ridurre rischi da dipendenza da smartphone, prevenendo possibili disturbi psichiatrici, isolamento sociale, disturbi del sonno e diminuzione di capacità di memoria e concentrazione.

Nel dibattito in Commissione, Pierlucio Firrao (Torino Bellissima) ha chiesto approfondimenti su ragazze e ragazzi coinvolti, fondi disponibili ed eventuali collaborazioni con la Città di Torino.

Dorotea Castiglione (M5S) ha richiesto maggiori dettagli sull’individuazione dei giovani talenti da promuovere; Amalia Santiangeli (PD) sulla conciliazione della pratica sportiva con lo studio.

Ivana Garione (Moderati) ha ribadito la necessità di contrastare l’isolamento sociale, anche per prevenire i suicidi tra i giovani iperconnessi.

Lorenza Patriarca (PD) ha sottolineato l’importanza di favorire la stabilità e l’equilibrio dei giovani talenti.

Nella replica, il presidente Simone Bongiovanni ha spiegato che ragazze e ragazzi vengono segnalati tramite bandi e accordi con federazioni straniere e che viene loro offerta una borsa di studio di venti settimane all’anno.

Per quanto riguarda lo studio – ha precisato Bongiovanni – le ragazze e i ragazzi ottengono permessi dalle scuole oppure frequentano corsi online o studiano da privatisti.

Massimiliano Quirico