Un sistema complesso che monitora il territorio, pronto a scattare non solo per le grandi alluvioni, ma anche per ondate di calore, neve e incidenti industriali. È il Piano Comunale di Protezione Civile di Torino, presentato nel corso della seduta congiunta delle Commissioni 6^ e 1^, competenti in materia di ambiente e sicurezza, riunite sotto la presidenza di Amalia Santiangeli.
Il Piano, approvato nel 2021 ma in costante aggiornamento, è stato illustrato da Bruno Di Grazia che ha sottolineato come la Protezione Civile comunale coordini funzioni diverse, dai servizi sociali alla mobilità, fino alla comunicazione. Grazie all’uso della tecnologia GIS (Geographic Information System), ogni rischio è mappato con precisione, dalle frane in collina ai rischi antropici legati al collasso di dighe o agli incidenti in stabilimenti.

Uno dei capitoli più innovativi riguarda il rischio idraulico, con un focus specifico sui Murazzi. E’ stata introdotta una soglia idrometrica dedicata di 2,1 metri, a tutela delle attività lungo il fiume e in vista del prossimo programma di navigazione. Grazie anche alla stretta collaborazione con Arpa Piemonte si sono stabiliti vari livelli di criticità del Po: con Allerta Gialla scatta il monitoraggio intensivo di argini e sottopassi, con quella Arancione si apre la Sala Operativa e si valutano chiusure preventive di aree cittadine a rischio, con quella Rossa, con un pericolo di esondazione elevato, scattano provvedimenti di evacuazione.
La tecnologia grazie ai sensori IoT, installati in zona Fioccardo, consente inoltre di inviare SMS automatici alla popolazione al superamento dei 2,20 metri. Ma la Protezione Civile, è stato sottolineato, è accanto alla popolazione predisponendo letti e cibo in situazioni di emergenza oltre, quando si rilevi la necessità, un servizio psicologico. Ne è stato evidenziato il sostegno ai senza fissa dimora durante le emergenze freddo o, in situazioni particolari, come nel caso della gestione delle file di persone richiedenti i permessi di soggiorno. Il Piano, ha sottolineato l’assessore Francesco Tresso, è stato integrato, insieme a Rfi e Prefettura, con le azioni previste per la gestione di un’eventuale “rischio ferroviario”, all’interno del passante, per il quale sono previste 62 uscite lungo il percorso. Inoltre, ha annunciato, è in fase di elaborazione un piano di vulnerabilità del verde volto a prevenire cadute di alberi e conseguenti danni per forti raffiche di vento, connesse ai cambiamenti climatici.
A marzo, la Protezione Civile sarà nelle piazze con una campagna itinerante di informazione con gazebo e volontari (Torino conta su 22 organizzazioni convenzionate, dagli Alpini agli ex Carabinieri agli psicologi dell’emergenza) che incontreranno i cittadini per spiegare come comportarsi in caso di situazioni di criticità e come iscriversi al servizio di allerta SMS.
La consapevolezza è la prima forma di prevenzione, ha evidenziato l’assessore Tresso. L’obiettivo, ha concluso, è quello di far sì che i torinesi sappiano che la Protezione Civile non è un gruppo invisibile, ma una rete di sicurezza che vive accanto a loro.
