Torino – Ceres, linea a due velocità

Un quadro a due velocità, tra l’entusiasmo per una modernizzazione e la denuncia per disservizi. È quanto emerso durante l’audizione dell’Osservatorio sulla Torino-Ceres, rappresentata da Davide Arminio, nel corso della Commissione Trasporti, presieduta da Antonio Ledda.
Al centro del dibattito, lo stato di salute della linea che collega il capoluogo sabaudo, lo scalo internazionale di Caselle e le Valli di Lanzo. Se da un lato l’integrazione nel passante ferroviario e l’arrivo di nuovi convogli hanno dato una boccata d’ossigeno al turismo e alla mobilità veloce, dall’altro restano nodi critici che l’Osservatorio definisce ormai insostenibili.
L’introduzione dei nuovi treni e la connessione diretta con il centro di Torino hanno prodotto risultati evidenti e l’incremento del flusso turistico, in gran parte di persone con bici al seguito diretti nelle valli di Lanzo, è un dato di fatto, favorito da un’infrastruttura che, per la prima volta, sembra poter competere con gli standard europei nel collegamento aeroportuale. Tuttavia, questi aspetti stridono con la realtà quotidiana di chi la linea la vive per necessità.
La criticità maggiore riguarda il biglietto integrato urbano. Nonostante la ferrovia sia parte integrante del tessuto cittadino, manca ancora un titolo di viaggio unico che permetta ai passeggeri di muoversi agevolmente tra treno, bus e tram. Un aspetto che penalizza i viaggiatori, a differenza di quanto avviene in altre realtà italiane.
A questo si aggiungono le segnalazioni sulle infrastrutture, stazioni degradate, scale mobili guaste (a Rebaudengo) scarsa manutenzione generale e servizi igienici della stazione dell’aeroporto con orari limitati. Arminio ha quindi sollevato preoccupazione per i ritardi relativi ai cantieri RFI verso Ceres. La tratta montana soffre ancora per l’impiego di bus sostitutivi, percepiti come lenti e sovraffollati. Inoltre, per pendolari e studenti, la gestione delle corse è ancora lontana dall’essere ottimale, con buchi orari che scoraggiano l’uso del mezzo pubblico.
Da parte dei commissari è emersa la necessità di un coordinamento più serrato tra Comune di Torino, Regione Piemonte, RFI (prossimamente, ha annunciato Ledda, sarà invitata in Commissione) e Agenzia per la Mobilità.
Senza un intervento deciso sulla gestione delle frequenze e sulla semplificazione tariffaria, il rischio è quello di avere un’infrastruttura d’eccellenza che però viaggia con potenzialità ridotte.
Federico D’Agostino