Leonardo e le sue macchine meravigliose

La figura di Leonardo da Vinci e le macchine meravigliose da lui ideate sono il tema di una mostra inaugurata oggi nei sotterranei di Palazzo Barolo, in via delle Orfane 7/a. Suggestiva l’ambientazione (gli infernot del palazzo datano al XVII secolo, qualche locale anche al secolo precedente) ma sono le riproduzioni dei macchinari disegnati dal geniale e poliedrico toscano a catturare l’attenzione dei visitatori e visitatrici. Realizzati con legno di rovere e castagno delle foreste del Casentino, sotto la direzione dell’ideatore della mostra Paolo Tarchiani, i 50 modelli esposti sono ciascuno affiancato da una riproduzione del rispettivo disegno originario di Leonardo e da un QR Code di approfondimento.
Un modello di ala disegnato da Leonardo nell’ambito dei suoi studi sul volo
Le macchine, funzionanti e ben distribuite nei vari ambienti dell’ampio sotterraneo, rappresentano gli studi e i progetti leonardiani sul volo, sull’acqua e l’idraulica, sulla guerra e sul corpo umano. Ci sono l’ingranaggio elicoidale, ideazione di Leonardo tuttora in uso, il ponte girevole, gli alianti con estremità mobili che avrebbero dovuto consentire il volo umano, progetti di fortificazioni e forme geometriche insolite come l’icosaedro troncato e il dodecaedro stellato: e anche un più prosaico ma non per questo meno interessante girarrosto a vapore.
Una mostra, quella ora allestita a Palazzo Barolo, che è stata già esposta in varie città, non solo italiane ed europee: ad esempio, anche a Chicago, Città del Messico e Auckland, in Nuova Zelanda.
Alla conferenza stampa di presentazione della mostra ha preso parte, su delega del sindaco, il consigliere Pierino Crema, che ha rivolto alle persone presenti un breve saluto istituzionale.

Il saluto istituzionale di Pierino Crema a nome della Città di Torino
L’esposizione è aperta al pubblico con orario 10-19, dal martedì alla domenica.
Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito www.lamostradileonardo.com oppure scrivere a info@lamostradileonardo.com
(Claudio Raffaelli)