L’eredità di Carpanini, tra dialogo e pragmatismo

Al tavolo dei relatori, da sinistra, Valentino Castellani, Maria Grazia Grippo, Elide Tisi, Stefano Lo Russo e Adriana Romeo

A venticinque anni dalla sua scomparsa, l’Associazione dei Consiglieri emeriti del Comune di Torino ha ricordato Domenico Carpanini, vice sindaco di Torino dal 1997 al 2001, con un convegno che si è svolto questo pomeriggio nella Sala Colonne di Palazzo Civico, dal titolo “Un uomo, un amministratore, una città sicura”. Carpanini, candidato a Sindaco per il centrosinistra nelle elezioni amministrative del 2001, morì colto da un malore nel corso del primo confronto elettorale con il suo avversario la sera del 28 febbraio dello stesso anno.

La Presidente dell’Associazione, Elide Tisi, introducendo l’incontro, ne ha sottolineato l’instancabile impegno civico e la profonda conoscenza del territorio. Lo ha ricordato come un amministratore capace di affrontare con lungimiranza temi complessi come la sicurezza urbana e la riqualificazione delle periferie.

Maria Grazia Grippo e, a destra, Fulvia Reineri compagna di Carpanini

Nel portare il saluto della Sala Rossa alla compagna Fulvia Reineri e alla platea di ex consiglieri, amici ed ex compagni di partito, la Presidente del Consiglio Comunale, Maria Grazia Grippo, ha reso omaggio a Carpanini ricordandolo come il primo Presidente del Consiglio Comunale, dopo la riforma del 1993. Grippo ha sottolineato l’impegno con cui Carpanini seppe costruire da zero questo ruolo, garantendo centralità all’Assemblea cittadina con un nuovo equilibrio istituzionale tra la Giunta e il Consiglio, garantendo a quest’ultimo autonomia e autorevolezza. Si è quindi soffermata sulla capacità di Carpanini di gestire temi legati alla sicurezza e all’integrazione, cercando sempre un equilibrio tra solidarietà e legalità e mantenendo sempre un legame profondo con il territorio.

La competenza tecnica basata sullo studio approfondito dei dossier, una presenza istituzionale costante e senza precedenti in Consiglio Comunale, e la capacità di integrare la sicurezza sociale con la legalità sono i tre pilastri che, secondo il Sindaco Stefano Lo Russo hanno caratterizzato la vita di Amministratore di Carpanini mentre l’ex Sindaco Valentino Castellani (del quale Carpanini era stato Vice), ne ha messo in luce l’integrità morale e il profondo senso delle istituzioni. Ha ricordato come Carpanini prediligesse un approccio pragmatico fondato sulla verifica diretta dei problemi e come sia riuscito, considerando la sicurezza un diritto, a coniugare legalità e solidarietà, superando le polarizzazioni degli schieramenti politici. Le sfide urbane, ha evidenziato, riusciva a trasformarle in visioni lungimiranti, sempre nell’ottica del bene comune.

Il ritratto di Carpanini è stato completato da Adriana Romeo, ex Presidente dei Comitati e delle Associazioni riunite di Porta Palazzo e da Giovanni Sarlo, ex dirigente della Questura di Torino. La prima, ne ha ricordato l’appellativo “il portinaio di Palazzo Civico” per la sua costante reperibilità e ne ha rimarcato la capacità di dialogo con ogni classe sociale nonché la predisposizione “a mettere la faccia”, nelle situazioni di criticità, come durante l’alluvione del 2000. Il secondo ha ripercorso il grande rapporto di collaborazione (e di amicizia) con Carpanini, anche grazie al quale Torino divenne, a livello nazionale, città modello per la sicurezza, prima città a sperimentare l’installazione di telecamere di videosorveglianza.

Federico D’Agostino