Torino promuove il “Chilometro della Carità” come patrimonio dell’umanità e istituisce i “Fari di speranza civica”

Con 24 voti favorevoli su 24 consigliere e consiglieri presenti, nella seduta del 2 marzo 2026, il Consiglio Comunale di Torino ha approvato all’unanimità una mozione (prima firmataria: Tiziana Ciampolini – Torino Domani) che chiede a sindaco e Giunta di avviare un’interlocuzione con la Diocesi di Torino per favorire la candidatura a patrimonio Unesco proposta dall’arcivescovo di Torino Roberto Repole per il “Chilometro della Carità” di Torino, che unisce “esperienze straordinarie come Valdocco, il Cottolengo, la Consolata, il Sermig e il Distretto Sociale Barolo”.

Si chiede altresì di istituire un Premio annuale dedicato al riconoscimento dei “Fari di speranza civica”.

Il documento propone anche di realizzare percorsi turistici e di visita ad hoc, nonché un sistema integrato di segnaletica e orientamento, fisico e digitale, per rendere il tracciato riconoscibile e fruibile da cittadinanza, scuole e visitatori e visitatrici.

La mozione è stata firmata congiuntamente da Tiziana Ciampolini (Torino Domani), Abdullahi Ahmed Abdullahi (PD), Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS), Vincenzo Camarda (PD) e Luca Pidello (PD).

Chiediamo – ha affermato in Sala Rossa Tiziana Ciampolini (Torino Domani) che la Città di Torino supporti il percorso istituzionale e politico e riconosca il valore storico del percorso e istituisca altresì un Premio per la speranza civica, per dare un riconoscimento non alla bontà, ma a chi sa generare futuro.

È un atto concreto – ha dichiarato Vincenzo Camarda (PD) – che riconosce l’impegno sociale della nostra Città e delle realtà cittadine del Terzo settore.

Il documento nasce dall’inaugurazione del monumento a Giulia di Barolo e dalle parole universali dell’arcivescovo di Torino, per raccontare una storia collettiva della nostra città, in un momento buio della Storia – ha ricordato Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS).

È giusto dedicare ai luoghi i riconoscimenti che meritano, anche utilizzando di più gli strumenti già esistenti, come le civiche benemerenze – ha aggiunto Simone Fissolo (Moderati).

La speranza è un principio laico, una motivazione all’agire che va incentivata – ha affermato Lorenza Patriarca (PD), che ha presentato insieme a Tiziana Ciampolini (Torino Domani) un emendamento sul Premio “Fari di speranza civica”, poi approvato dalla Sala Rossa.

Ferrante De Benedictis (Fratelli d’Italia) ha espresso parere favorevole sull’atto, che – ha spiegato – mette al centro una delle eccellenze della mostra città: capitale non solo dell’industria, ma anche della carità, capace di porre al centro l’uomo, anche nell’impresa.

Anche Pierlucio Firrao (Torino Bellissima) ha annunciato il proprio voto favorevole sul documento, in linea con il pensiero del Gruppo.

Infine, l’assessore al Welfare, Jacopo Rosatelli, ha manifestato il giudizio positivo della Giunta sulla mozione.

Massimiliano Quirico