Cosa mangeranno i nostri nipoti nel 2090? Ci saranno ancora la carne, gli allevamenti, la bistecca fiorentina così come la conosciamo oggi, o avrà preso il sopravvento la cosiddetta carne sintetica (o coltivata, artificiale, a base cellulare…), prodotta in laboratorio, simile a quella di macelleria, ma senza l’animale morto. Argomento già spesso dibattuto, che ha avuto particolare risonanza il 16 novembre 2023 quando in Italia, primo paese al mondo, è stata approvata una normativa che vieta espressamente la produzione e la commercializzazione della carne coltivata e impone il divieto di denominazione di #carne per prodotti trasformati contenenti proteine vegetali. All’epoca si era scatenata una discreta bagarre, poi mitigata nel tempo, che aveva portato il consigliere Silvio Viale a presentare una mozione dal titolo piuttosto esplicito: “Contro le manipolazioni della Coldiretti sulla carne coltivata, l’oscurantismo del governo meloni e il divieto preventivo sulla carne coltivata”. Mozione presentata nel 2024 e discussa nel gennaio del 2025 alla presenza del professore Alessandro Bertero del dipartimento biotecnologie molecolari e scienze per la salute dell’Università di Torino. Il dibattito è ripreso questa mattina quando, in una seduta di terza commissione presieduta da Pierino Crema, sono stati invitati Carlo Loffreda, direttore di Coldiretti Torino, e Lorenzo Lavarino, presidente dell’Associazione provinciale macellai, per un confronto sul tema. Toni distesi per argomentare che un po’ di acqua è passata sotto i ponti e, anche se il divieto permane, il consumo di carne è comunque diminuito, le diete vegetariane sono in aumento e, almeno nel nostro Paese, si è fatto qualche ulteriore passo in avanti verso un consumo più consapevole, mentre un sondaggio di Altroconsumo certifica che il 47% degli italiani sarebbe pronto a provare la carne coltivata. La discussione di oggi si è, infine, conclusa, con la ‘liberazione’ del testo per il voto in Sala Rossa e l’annuncio del consigliere Viale in merito alla presentazione di un emendamento per togliere i riferimenti alla Coldiretti dal testo. Prima, però, su invito di Lavarino e Loffreda, si prospetta l’ipotesi di un sopralluogo presso un’azienda locale dove si allevano #animali da macello.
Marcello Longhin
