Un’alleanza per la salute di persone e animali

La tutela degli animali d’affezione come pilastro del benessere sociale e della salute pubblica. È questo il cuore del nuovo protocollo d’intesa presentato nei giorni scorsi durante la riunione congiunta delle Commissioni Ambiente e Servizi Sociali, riunite sotto la presidenza di Amalia Santiangeli e illustrato dagli assessori Francesco Tresso e Jacopo Rosatelli. Un documento che sancisce una collaborazione tra il Comune di Torino, l’ASL Città di Torino, l’Ordine dei Medici Veterinari, l’Università e il mondo dell’associazionismo animalista, rappresentato dalla LAV (Lega antivivisezione).

L’iniziativa nasce per rispondere a un bisogno crescente: la gestione degli animali domestici da parte di cittadini in condizioni di fragilità economica o sociale. Come sottolineato dall’assessore Francesco Tresso, Torino conta oltre 80.000 cani censiti, a cui si aggiunge una vastissima popolazione felina. L’animale rappresenta una risorsa contro la solitudine, ha spiegato, ma la sua gestione comporta costi veterinari e nutrizionali spesso insostenibili per chi è in difficoltà. Il protocollo punta a integrare il supporto agli animali nei circuiti di assistenza già esistenti, come il Banco Alimentare, e istituisce un tavolo permanente di monitoraggio.

L’assessore al Welfare, Jacopo Rosatelli, ha evidenziato come il progetto si inserisca nella cornice della legge regionale che ha istituito l’Ambulatorio Sociale Veterinario. Non si tratta, ha precisato, di strutture aperte a tutti ma di servizi dedicati alle persone seguite dai servizi sociali. Il Comune garantirà inoltre l’accesso agli animali nei centri di accoglienza, evitando che chi è senza dimora debba scegliere tra un tetto e il proprio compagno a quattro zampe. Parlare di salute degli animali nell’approccio One Health significa parlare di salute della città tutta, ha concluso l’assessore.

La dottoressa Cristina Cellerino (ASL Città di Torino) ha confermato che l’attività è entrata a pieno regime nel 2025, superando già il centinaio di visite. Gli interventi spaziano dall’identificazione tramite microchip a screening clinici complessi. Laddove l’ASL non può arrivare per interventi chirurgici d’urgenza o degenze onerose, interviene il supporto economico della LAV.

Federico D’Agostino