Se si discute ancora molto di parità di genere, probabilmente è perché siamo ancora lontani dall’averla raggiunta compiutamente. I segnali, in questo senso, sono misurabili nella nostra quotidianità dove è facile imbattersi in situazioni in cui stereotipi e pregiudizi sono ancora evidenti. Ma, altrettanto, gli sforzi per superare gli ostacoli che si frappongono al raggiungimento di una società dove uomini e donne abbiano gli stessi diritti, uguali opportunità e trattamenti, si moltiplicano. Importante, allora, affrontare il tema già in ambito scolastico, con iniziative mirate, come quella a cui ha partecipato ieri mattina la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo, presso la scuola media Antonelli.

Un incontro organizzato in collaborazione con la Fondazione The Plot ETS, che propone un progetto dedicato ad esplorare i bias sociali, le distorsioni sistematiche del pensiero, inconsapevoli e automatiche, che influenzano il modo in cui percepiamo la realtà, scorciatoie mentali basate su stereotipi e pregiudizi, che portano a giudizi imprecisi e discriminazioni. Giangiacomo Giorgio di Torrepadula, fondatore di The Plot, nei suoi interventi in aula approfondisce la complessità delle neuroscienze, mescolando arte e divulgazione scientifica, accompagnando ragazze e ragazzi in un percorso che li stimola a ragionare sui limiti imposti da stereotipi e pregiudizi e sulle varie possibilità che abbiamo a disposizione per superarli. L’obiettivo, come sottolinea Silvia Solia, dirigente scolastico della scuola, è quello di “Abbattere i pregiudizi e immaginare le cittadine e i cittadini di domani come soggetti consapevoli, caratterizzati da capacità di analisi e pensiero critico. E’ il nostro lavoro quotidiano ma, anche il nostro auspicio. Il percorso, che prevediamo possa estendersi nel triennio, cercherà di monitorare in quale misura la crescita di consapevolezza dei meccanismi cognitivi e sociali alla base degli stereotipi saprà aiutare i ragazzi a gestire meglio le proprie emozioni e certamente getterà comunque un seme sulle riflessioni future dei giovani coinvolti”.
