Contro lo spreco, per la solidarietà: il recupero del cibo nei mercati

160.000 kg di cibo sottratti ogni anno allo spreco e destinati a chi ne ha bisogno

160.000 chilogrammi di cibo, in massima parte verdura e frutta, sottratti allo spreco ogni anno, a Porta Palazzo (la quale fornisce metà del quantitativo) e in altri sette mercati della città. Cibo non solo commestibile ma di buona qualità che, invece di finire tra i rifiuti organici, conclude il suo itinerario sulle tavole di persone in difficoltà. Una realtà ormai operativa da dieci anni, che le commissioni Ambiente e Commercio, guidate dai rispettivi presidenti Amalia Santiangeli e Pierino Crema, hanno potuto vedere in azione nel corso di un sopralluogo presso il mercato di Porta Palazzo.

A nome del gruppo delle Sentinelle Salvacibo, coordinato dall’Associazione Eco dalle città, Paolo Hutter e alcuni giovani impegnati in questo progetto ha illustrato a consiglieri e consigliere le diverse fasi che consentono, ogni giorno, di arrivare a confezionare cassette di cime di rapa, banane, bietole o arance con la merce invenduta messa a disposizione dai commercianti dei mercati. Solo a porta Palazzo, il sabato sono una novantina le persone (circa la metà durante la settimana) che ritirano gratuitamente il cibo offerto. A nessuno viene chiesto nulla, basta mettersi in fila e attendere il proprio turno: la distribuzione avviene mentre i banchi del mercato vengono ritirati, intorno alle 14:30.

Analoghe distribuzioni avvengono, a rotazione durante la settimana, nei mercati di piazza Foroni, Borgo Vittoria, via Porpora, corso Cincinnato, corso Sebastopoli, via Vigliani e corso Svizzera.

La presidente Amalia Santiangeli con Paolo Hutter e alcuni giovani operatori delle Sentinelle Salvacibo

A ricevere la frutta e verdura raccolta e confezionata dalle Sentinelle Salvacibo (in gran parte giovani migranti, assunti a part time o con tirocini) sono persone anziane ma anche studenti fuorisede, lavoratori precari e disoccupati, sia italiani che di origine straniera. Una spaccato di una società che vede diffondersi nuove povertà, anche tra chi un lavoro ce l’ha. Secondo gli operatori del progetto, è particolarmente aumentata la fascia di età compresa tra i quaranta e i sessant’anni.

Il cibo raccolto non viene solo distribuito sul mercato, ma utilizzato per preparare pasti caldi, in una cucina messa a disposizione da Mercato Centrale, che sono poi consegnati alle persone senza fissa dimora tramite alcune associazioni. Durante il sopralluogo delle commissioni, nella cucina si stavano preparando un centinaia porzioni di couscous con verdure, “ma i piatti variano, anche con pasta o riso, a seconda di quanto è giornalmente disponibile” ha spiegato il giovane di origine africana, diplomato in un istituto alberghiero, che sovrintende alla preparazione dei pasti.

(Claudio Raffaelli)