Torino e la crisi dell’automotive

Se il sisma è la crisi, l’epicentro è Torino. Fortemente voluta dal presidente Pierino Crema, la Terza commissione continua la riflessione, che si protrae da alcuni mesi, sulla crisi economica che investe il settore dell’automotive e sulle pesanti ricadute che continua ad avere sul sistema produttivo del nostro Paese e di Torino in particolare. All’ordine del giorno della seduta odierna di commissione, l’intervento del sindaco Stefano Lo Russo per raccontare i dettagli della sua audizione in Nona commissione del Senato, il 24 febbraio scorso, quando ha affrontato il tema: “Principali aree di crisi industriale complessa in Italia, con riferimento all’area di crisi di Torino” Nel suo intervento, Lo Russo ha ribadito alcuni punti già espressi durante l’incontro in Senato, spiegando come la crisi del comparto automotive dell’area torinese non possa più essere considerata solo un fenomeno contingente, perché ha ormai assunto caratteristiche strutturali che non riguardano solo la nostra città ma, il più complesso ed articolato contesto nazionale ed europeo. Un contesto determinato dalla tematica ambientale e dalla crescente competizione internazionale, in cui il problema principale rimane l’assenza di un quadro normativo europeo certo, che non permette alle imprese una corretta programmazione degli investimenti.

Sul nostro territorio, le ricadute sulla filiera produttiva sono pesanti e investono piccole medie imprese del settore, non compensate dalla significativa ed esponenziale crescita del settore aerospaziale. Per questo sono richieste politiche adeguate per la tutela e il rafforzamento di un tessuto produttivo che deve essere considerato di interesse nazionale. In tal senso, il sindaco ha fatto riferimento alla possibilità di applicare al Piemonte il modello di Zona economica speciale, la ZES, già operativa in alcune regioni del sud, che consentirebbe di attivare crediti d’imposta sugli investimenti produttivi, introdurre semplificazioni amministrative e, di conseguenza, rendere attrattivo il territorio nei confronti di investitori nazionali e internazionali. Ma, per Lo Russo, serve agire in fretta, per evitare di disperdere un patrimonio di competenze, infrastrutture e capacità produttive, insostituibile. In questa direzione si pone la disponibilità della Città a sottoscrivere un Tavolo istituzionale per la definizione di un patto che impegni reciprocamente soggetti pubblici e privati per il rilancio industriale del territorio. Con il coinvolgimento del Governo, della Regione, di imprenditori e sindacati, dell’università. Con l’obiettivo di definire tempi certi per l’attuazione di investimenti e politiche occupazionali che possano consentire al nostro territorio di continuare a rappresentare un pilastro della manifattura italiana ed europea.

Marcello Longhin