Il giardino attrezzato situato in via Faccioli all’angolo con strada del Drosso, a Mirafiori Sud, porta da questa mattina il nome di Anna Maria Viziale (1920-1986). Laureata in Scienze naturali, insegnante e preside, Viziale ricoprì cariche elettive a Palazzo Civico tra il 1960 e il 1980, per la Democrazia Cristiana, come consigliera comunale e successivamente come assessora all’Istruzione e all’Edilizia scolastica. Svolse quest’ultimo incarico in tempi difficili, quando la città faceva fronte a un tumultuoso sviluppo demografico, con l’afflusso di centinaia di migliaia di lavoratori e loro familiari provenienti dalle regioni meridionali del Paese. Persone a cui garantire, tra l’altro, anche scuole adeguate e in numero sufficiente, terreno sul quale l’impegno dell’assessora Viziale fu massimo e costante, come è stato ricordato durante la cerimonia svoltasi presso il giardino.
Inoltre, Viziale fu tra le più attive animatrici del Centro Italiano Femminile (CIF), del quale divenne presidente provinciale. E proprio di esponenti del CIF era formato buona parte del pubblico presente oggi alla cerimonia, che ha visto gli interventi della presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo (che preside anche la commissione Toponomastica) e del presidente della Circoscrizione 2 Luca Rolandi. Con loro, hanno preso la parola anche la consigliera e assessora emerita Emilia Bergoglio, Deborah Di Donna per la Consulta femminile del Comune e la past president del CIF Torino, Carla Balbi Alvigni.
La presidente Grippo, intervenendo in chiusura della cerimonia, ha ricordato come l’attuale sindaco Stefano Lo Russo fosse stato, da consigliere comunale e oltre dieci anni fa, il primo promotore della proposta di intitolare ad Anna Maria Viziale un luogo pubblico della città, oggi giunta a coronamento.
La presidente ha anche sottolineato l’azione svolta in questi suoi anni di mandato per cominciare a ovviare al disequilibrio di genere nella toponomastica cittadina, valorizzando il contributo delle donne alla storia della nostra città e del nostro Paese: nella politica, nella scienza, nelle arti o nella cultura, nel lavoro. Non più principesse o sante, ha spiegato la presidente, ma persone che hanno costruito percorsi di autoaffermazione al di fuori dei modelli a lungo imposti alle donne.
A partire dal 2021, la commissione Toponomastica ha cambiato passo, ha specificato Grippo, approvando 41 nuovi toponimi femminili a fronte di 25 maschili, Inoltre, ha aggiunto, è stata incrementata la posa effettiva delle targhe viarie dedicate alle donne: su 49 cerimonie pubbliche di intitolazione a persone di sedimi, svoltesi negli ultimi quattro anni, sono state 29 quelle declinate al femminile.
(C.R.)
