Confronto nella seduta del 27 marzo 2026 della Quarta Commissione, presieduta da Vincenzo Camarda (PD), con l’assessore e vicepresidente regionale Maurizio Marrone sulle politiche sociali e socio-sanitarie regionali previste dal nuovo Piano Socio-sanitario 2025-2030 recentemente approvato dalla Regione Piemonte.
Maurizio Marrone ha ribadito che l’approvazione del Piano è stato un passaggio importante dal punto di vista politico, riprendendo la funzione di pianificazione strategica in capo alla Regione Piemonte.
Abbiamo lavorato – ha affermato – sull’integrazione tra sanità e sociale, con novità importanti, in particolare per quanto riguarda il rafforzamento della sanità territoriale, grazie anche ai fondi del Pnrr, e dell’assistenza a persone con disabilità, non auto-sufficienti e con malattie croniche.
Abbiamo accompagnato – ha evidenziato – le trasformazioni in atto a livello nazionale in ambito di sanità e welfare, introducendo anche alcune novità locali.
Ad esempio – ha detto – abbiamo istituito la figura del direttore socio-sanitario per dirigere nelle Asl i rapporti tra sanità e welfare, già nella fase di programmazione.
Inoltre – ha aggiunto – sono state introdotte pianificazioni più dettagliate per il “Fondo extra Lea” e il “Fondo indistinto (prestazioni sociali “pure”, ad esempio riguardanti i minori), raccogliendo anche le indicazioni arrivate dal privato sociale, offrendo un maggiore sostegno ai caregiver familiari (con una contribuzione diretta di 5 milioni all’anno prevista nel “Fondo indistinto”).
Nel nuovo Piano Socio-sanitario – ha precisato Marrone – c’è anche una grande attenzione alla marginalità sociale (housing first, servizi integrati su salute mentale e dipendenze, persone senza fissa dimora, ecc.).
E sono stati stanziati aiuti aggiuntivi per minori, famiglia e natalità (ad esempio, con “Vita nascente” e “voucher diretti” per i servizi per l’infanzia, anche ludici e culturali) – ha concluso il vicepresidente Maurizio Marrone.
Nel dibattito in Commissione, Tiziana Ciampolini (Torino Domani) ha ringraziato l’assessore regionale per la dettagliatissima descrizione del lavoro svolto e ha chiesto maggiori dettagli sulla stima dei fabbisogni e sulle risorse aggiuntive per il personale sanitario per gestire le liste d’attesa, per il contrasto a marginalità e per il sostegno alla natalità.
Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS) ha evidenziato la necessità di un maggior sostegno ai servizi socio-sanitari e assistenziali per interventi sanitari e psichiatrici a contrasto della marginalità, alla medicina di genere e al reddito di libertà. Ha quindi proposto di lavorare insieme, senza ideologie, per utilizzare le case sfitte per favorire il diritto all’abitare.
Pietro Abbruzzese (Torino Bellissima) ha ringraziato l’assessore per il lavoro svolto e per il sostegno offerto al Terzo settore.
Silvio Viale (+Europa, Radicali Italiani) ha rimarcato che le nascite sono in calo in Piemonte e che gli aborti sono in aumento a Torino, nonostante gli interventi regionali.
Claudio Cerrato (PD) ha denunciato il raddoppio del disavanzo di Atc e la mancata partecipazione di Atc ai bandi Pnnr M7 I17. Ha quindi chiesto maggiori risorse per i servizi gestiti dalle cooperative e ha espresso preoccupazione per la struttura di via Le Chiuse.
Sono incomplete le risposte per la non auto-sufficienza – ha affermato Andrea Russi (M5S), chiedendo maggiori informazioni sulle rette di degenza e su eventuali fondi aggiuntivi. Servono anche più risorse per gli educatori professionali – ha concluso.
Occorre rivedere gli standard assistenziali delle Rsa – ha affermato Pierino Crema (PD) – e le risorse messe a disposizione, anche da parte del Comune. L’attuale sistema di welfare – ha detto – non è sostenibile: vanno ridefinite le tariffe, coinvolgendo tutte le parti.
È necessario incrementare le risorse per la non auto-sufficienza – ha ribadito Sara Diena (Sinistra Ecologista). È positivo lo stanziamento di 5 milioni di euro per i caregiver – ha detto – ma bisogna fare di più, anche per quanto riguarda il potenziamento dei consultori.
Ferrante De Benedictis (Fratelli d’Italia) ha ringraziato Marrone per la disponibilità al confronto, non scontata, e ha quindi evidenziato le problematiche – presenti già dal 2010 – relative alle rette delle Rsa. La Regione Piemonte però – ha affermato – non è un bancomat e la Città di Torino ha le sue responsabilità su sprechi ed errori strategici e politici.
Vincenzo Camarda (PD) ha sottolineato il grande lavoro svolto in Commissione sul tema della casa e sulla condizione abitativa, sempre ricercando soluzioni condivise.
L’assessore comunale al Welfare, Jacopo Rosatelli, ha augurato buon lavoro al vicepresidente Marrone, ma ha espresso preoccupazione sul deficit della sanità regionale. Nel ricordare il parere contrario espresso dalla Città di Torino sul nuovo Piano Socio-sanitario regionale, ha evidenziato che nel 2019 il Fondo Extra Lea ammontava a 55 milioni ed è sceso a 42 milioni nel 2025.
Servono più fondi – ha rimarcato – per sostenere il sistema di welfare e per incrementare i servizi psichiatrici a sostegno delle persone senza fissa dimora.
Massimiliano Quirico
