Il tempo è qualcosa di molto prezioso, le lancette di un orologio, nel loro movimento, divengono simbolo di una città viva e in perenne mutamento. Da questo concetto è partito l’assessore Francesco Tresso per presentare, nel corso di una riunione della II commissione Urbanistica, il progetto di ripristino degli orologi stradali storici. Progetto già avviato e anche a buon punto, visto che sui 49 impianti individuati ne sono stati restaurati e rimessi in funzione già 28, da quello di via Mazzini angolo via San Massimo, in pieno centro, all’orologio collocato in via Nizza all’angolo con via Sommariva, in zona Lingotto.

Diverse altre “mostře”, per dirla alla piemontese (pronuncia mustre), sono già in corso di riparazione e ripristino: l’obiettivo è quello di di arrivare alla fine di quest’anno con tutti i 49 orologi stradali, alcuni dei quali di buon valore artistico, rimessi all’onor del mondo e funzionanti, spesso dopo molti anni d’abbandono. Un lavoro di restauro che comporta anche l’installazione di nuovi meccanismi elettronici con potenti batterie.
Altro tema toccato nel corso della riunione, presieduta da Tony Ledda, è stato quello relativo all’orologio floreale di piazza Carlo Felice, di fronte alla stazione di Porta Nuova e ideale porta di accesso al centro storico per chi giunge in città con il treno. A lungo uno dei simboli della città, troverà nuova vita attraverso un bando di sponsorizzazione.
(C.R.)
