Ricordato oggi il ruolo della classe operaia nella Resistenza

La targa commemorativa, in corso Ferrucci 122, degli operai morti come partigiani o come prigionieri nei Lager nazisti

La Resistenza non è stata costituita soltanto dai gruppi armati che nelle nostre valli combattevano contro le truppe nazifasciste: ne hanno fatto parte integrante anche i lavoratori che scioperavano a rischio della propria libertà e della vita stessa, sfidando il regime e l’occupante tedesco. Quegli stessi lavoratori, nei giorni della Liberazione, avrebbero poi difeso le loro fabbriche e il loro posto di lavoro dal possibile sabotaggio a opera dei tedeschi in fuga. La commemorazione che si tiene ogni anno in corso Ferrucci 122, che oggi ospita uffici del Comune ma un tempo era sede della FIAT SPA, ricorda proprio questo aspetto della nostra Storia, rendendo omaggio ai lavoratori caduti con le armi in pugno o morti durante la prigionia nei campi di concentramento.

Intervenendo questa mattina a nome della Città di Torino, il consigliere Pierino Crema ha ripercorso le tappe dell’affermazione del fascismo e dello sviluppo dell’opposizione ad esso: un’opposizione esemplificata da figure  quali Antonio Gramsci, Piero Gobetti, i fratelli Carlo e Nello Rosselli Gobetti, attiva già negli anni precedenti al 1943 e all’inizio della Resistenza,  rievocato i 54 operai, molti sotto i vent’anni d’età, le cui fotografie sono incastonate nella lapide commemorativa conservata all’interno della palazzina. Vittime, ha ricordato Crema, della dittatura fascista che aveva anche trascinato il Paese in una guerra di aggressione a fianco della Germania di Hitler. “Chi è ricordato su questa lapide – ha aggiunto Crema – lottava per in mondo migliore, in pace, senza guerre. Oggi la richiesta di pace è ancora più urgente urlarla a fronte di grandi potenze che vogliono spartirsi il mondo, di fronte a guerre insensate, in Ucraina, in Iran, a Gaza, che mettono in discussione il diritto internazionale”.

L’intervento di Pierino Crema a nome della Città di Torino

Il consigliere ha poi sottolineato l’importanza dei luoghi della memoria, come quello in cui si sé svolta la cerimonia odierna, che custodiscono il ricordo di migliaia di persone morte, incarcerate, perseguitate perché mosse dalla speranza di dare al proprio Paese un futuro migliore. “Chi oggi critica e contesta il 25 Aprile deve sapere che lo può fare perché migliaia di persone sono morte, in quegli anni, per garantire a tutti la libertà”, ha poi concluso Crema, riaffermando anche il ripudio della guerra che caratterizza la nostra Costituzione.

Susanna Maruffi, in rappresentanza dell’Associazione Nazionale Ex Deportati, ha poi preso la parola per affermare l’importanza della memoria come riconoscimento postumo, come riconoscenza nei confronti degli operai scomparsi nei campi di concentramento nazisti.

Quel passato ha il suo profondo valore, anche prescindendo dall’impegno nel presente, ci offre strumenti di analisi, ci aiuta a comprendere il rispetto di ogni vita, ha sottolineato Maruffi, rievocando gli orrori dei campi di concentramento nazisti e il ruolo degli operai nella difesa degli stabilimenti, come alla SPA o alla vicina Materferro. Pagine di una Storia, ha concluso, che appartiene a tutti noi, nel segno di una parola: Resistenza.

[C.R.]