Celebrata in Sala Rossa la Liberazione di Mauthausen

Si è celebrata, questa mattina in Sala Rossa, la Giornata della Memoria della deportazione e dell’internamento militare, in occasione dell’81° anniversario della Liberazione del campo di Mauthausen. Alla cerimonia erano presenti e sono intervenuti: l’assessora Chiara Foglietta, il vicepresidente vicario del Consiglio comunale Domenico Garcea, l’assessore regionale Enrico Bussalino, la presidente di ANED Torino Susanna Maruffi e la presidente di ANEI Torino Alessandra Fioretti. Per tutti, la doverosa necessità di non dimenticare. “Le donne e gli uomini deportati nei campi di concentramento e di sterminio – cita Garcea, e aggiunge – i militari italiani che, dopo l’8 settembre, furono internati perché scelsero di non aderire al regime nazista. Hanno vissuto sofferenze indicibili, ma con il loro sacrificio hanno contribuito a difendere i valori di libertà, dignità e democrazia”. Per Bussalino, siamo chiamati “a farci custodi delle testimonianze di chi ha vissuto l’orrore della deportazione e dell’internamento”, per evitare che quel sacrificio rimanga confinato nel passato. Perché ricordare non è un atto formale, significa invece “riaffermare i valori di libertà e democrazia che sono il fondamento della nostra Repubblica”. Dopo il saluto di Alessandra Fioretti e l’orazione ufficiale di Susanna Maruffi, è stata infine Chiara Foglietta e chiudere la serie degli interventi. L’assessora ha sottolineato più volte la necessità di tenere alta l’attenzione, perché la libertà e la democrazia sono conquiste che vanno difese, praticate e, soprattutto, trasmesse alle nuove generazioni. Un dovere, farlo, per rispetto a chi ha scritto la Storia prima di noi, a chi lo ha fatto da deportato e da internato. Senza dimenticare che furono proprio i sopravvissuti che scrissero il Giuramento di Mauthausen a trasmettere la promessa solenne della necessità di lavorare per la pace, l’eguaglianza e la giustizia sociale, per la solidarietà tra i popoli. Non un atto di memoria, ma una dichiarazione di responsabilità verso il futuro su cui è fondata l’attuale Europa democratica.

Marcello Longhin