E’ stata la situazione dei lavori di completamento della linea 1 della Metropolitana a rappresentare il tema di apertura della seduta odierna del Consiglio comunale.
L’assessora Chiara Foglietta ha svolto un’ampia relazione, partendo dalla considerazione che la crisi di ICI rappresenta un evento straordinario che mette a rischio il completamento di una delle infrastrutture più importanti per il futuro della mobilità torinese. È una crisi che non nasce sul territorio torinese né dalle scelte della Città o della stazione appaltante, ma dalle difficoltà di un’impresa impegnata in numerosi cantieri pubblici a livello nazionale. Per questo, ha sottolineato Foglietta, le conseguenze non possono essere lasciate esclusivamente sulle spalle delle amministrazioni locali.
Di fronte ai primi segnali di difficoltà dell’impresa, la Città di Torino e Infra.To – ha spiegato l’assessora – hanno adottato ogni misura consentita dalla normativa per evitare l’interruzione dei lavori e tutelare un investimento pubblico strategico: dal pagamento diretto di subappaltatori e fornitori agli interventi sostitutivi per garantire salari e contributi dei lavoratori, fino ad affidamenti mirati per consentire la prosecuzione delle lavorazioni indispensabili. In questo modo si è ottenuto consentito di mantenere attivi i cantieri, limitare i ritardi e salvaguardare un’opera ormai largamente realizzata.
L’assessora ha poi constatato che la decisione del Tribunale di Roma rende oggi inevitabile l’avvio delle procedure necessarie per affidare il completamento dei lavori. La Città farà come sempre fatto la propria parte con rapidità e senso di responsabilità, ha affermato Foglietta, chiarendo che il costo di questa vicenda non può gravare esclusivamente sui bilanci degli enti locali: lasciare oggi prive di copertura le maggiori risorse necessarie per completare l’opera significherebbe mettere a rischio un investimento pubblico di centinaia di milioni di euro, oltre a prolungare i disagi per cittadini, lavoratori e attività economiche interessate dai cantieri.
Per questo motivo, l’Amministrazione comunale chiede al Governo un’assunzione di responsabilità chiara e tempestiva, ha proseguito l’esponente della Giunta, specificando che occorre individuare strumenti straordinari che consentano di finanziare i maggiori costi derivanti dal fallimento dell’appaltatore, garantendo la continuità dell’opera e la tutela delle risorse pubbliche già investite.
Chiara Foglietta ha quindi riepilogato cosa è accaduto e quanto la Città e InfraTo hanno fatto finora.
La società ICI S.p.A. è coinvolta come Appaltatore e impresa esecutrice negli appalti legati alla realizzazione del prolungamento ovest della linea 1 della metropolitana e dell’ampliamento del comprensorio tecnico di Collegno (con il deposito dei treni). I due lotti (da Fermi a Collegno centro e da questo a Cascine Vica) hanno visto un investimento di 65 e 77 milioni rispettivamente.
L’avanzamento dei lavori per le opere civili va dall’84,5% circa per il primo lotto al 71,1 circa per il secondo. Gli interventi per i calcestruzzi di ricarica sono stampi completati per entrambi i lotti. Per quanto concerne il nuovo deposito dei treni e l’ampliamento dell’officina, l’assessora ha dichiarato che i lavori sono completati rispettivamente al 85,5% e 69.6% circa.
Foglietta ha quindi illustrato le azioni straordinarie messe in campo dalla società Infra.To. per evitare il blocco delle attività legato alla crisi finanziaria di ICI, a partire dal pagamento diretto dei subappaltatori e subfornitori impiegati nell’esecuzione degli appalti, proseguendo poi con la temporanea sospensione del recupero progressivo dell’anticipazione, l’intervento sostitutivo per il pagamento degli stipendi e dei contributi dei lavoratori dipendenti impiegati nell’esecuzione degli appalti (nonché per il pagamento dei premi assicurativi delle polizze CAR). Infine, gli affidamenti diretti per l’esecuzione “in danno” di alcune parti d’opera e per la fornitura di materiali strategici prioritari.
I suddetti provvedimenti, ha sostenuto poi Foglietta, hanno permesso di mantenere attivo non solo il cantiere ICI, ma anche tutti gli altri cantieri afferenti agli altri Appaltatori che hanno potuto portare avanti nel medesimo arco temporale le opere a loro affidate.
Nella parte conclusiva della sua relazione, l’assessora si è soffermata sulla situazione societaria di ICI, fino al pronunciamento del Tribunale di Roma che, la settimana scorsa, ne ha respinto la domanda di accesso alla proposta di concordato.
Per quanto riguarda gli ulteriori sviluppi della crisi, Foglietta ha spiegato che Infra.To sta monitorando con grande attenzione tutta l’evoluzione della situazione legata alla vicenda ICI. Il presidente e amministratore delegato di Infra.To, Bernardino Chiaia, ha convocato per venerdì 10 luglio un CdA straordinario per deliberare le azioni da intraprendere da parte della Stazione Appaltante per consentire il completamento dell’opera.
In caso di risoluzione, è stato sottolineato, si dovrà procedere con una nuova gara, con tempi e costi che dovranno essere definiti sulla base della riprogettazione delle opere da ultimare.
In conclusione, l’assessora Foglietta ha spiegato che, nelle more delle procedure di affidamento dei nuovi lavori, Infra.To valuterà anche la possibilità di procedere con affidamenti per il completamento di alcune parti d’opera strettamente necessarie per consentire agli altri appaltatori impegnati nel cantiere di proseguire le loro attività. Inoltre, verrà considerata la riduzione dei cantieri di superficie, al fine di limitare il disagio alla cittadinanza, con la parziale risistemazione delle aree interessate dai lavori.
La relazione dell’assessore è stata seguita da un ampio dibattito, di seguito riportato in sintesi.
Per Enzo Liardo (FdI) pensare e progettare la Linea 2 della Metro quando non è ancora stata completata la Linea 1, è un atteggiamento lungimirante che un’Amministrazione deve possedere e che condivide. Inevitabile però porre l’accento su tutte quelle situazioni negativa che la Linea sta creando agli utenti. Infrastruttura fragile e limiti evidenti. Mentre per chiare lacune nei bandi di assegnazione, oggi è in serissimo dubbio il completamento dei lavori sulla linea ad ovest. Se la mobilità è davvero un tema cruciale, si chiede il consigliere, “Cosa avete fatto in questi cinque anni per essere coerenti con quanto promesso?”. Una risposta che ritiene essere sotto gli occhi dei cittadini. Liardo chiude con una richiesta all’Amministrazione, quella di smetterla di concedere bandi di assegnazione ad aziende poco serie.
Giuseppe Catizone ricorda di avere già lanciato più volte l’allarme per una situazione non semplice, per un’opera strategica che necessità di essere terminata nel più breve tempo possibile. Si chiede, il consigliere della Lega, se a fronte della richiesta del sindaco di un nuovo stanziamento di 30 milioni di euro, siano comprese le possibili richieste di risarcimento per i danni subiti dai lavoratori delle aziende fallite che, non dovessero ricevere alcuni stipendi, potrebbero rivalersi su Infra.To, in quanto stazione appaltante.
Il consigliere Pierlucio Firrao (Torino Bellissima) ricorda che la conclusione dei lavori della Linea 1 della metropolitana era prevista nel 2019. Invece dovremo aspettare altri tre anni – ha sottolineato – con un’amministrazione costretta a indire una nuova gara: qualcosa evidentemente non ha funzionato e i problemi annosi restano inevasi.
Secondo Silvio Viale (+ Europa – Radicali italiani) le opposizioni colpevolizzano la maggioranza di colpe che non ha; se una ditta fallisce non si può fare molto. Ha evidenziato che occorrerà rifare l’appalto, che aumenteranno i costi e inviato tutte le parti politiche a fare la loro parte per risolvere la situazione
Sara Diena (Sinistra Ecologista) sottolinea come l’Amministrazione denunci da tempo la mancanza strutturale di fondi pubblici per la Metro 1, avendo già dovuto coprire di tasca propria i 26 milioni per la chiusura del cantiere nell’attesa di una risposta dal ministro Salvini. Ora si attendono altri 120 milioni per i nuovi treni, mentre il governo e la maggioranza regionale di destra continuano a investire centinaia di milioni nella TAV, un progetto ritenuto vecchio, anacronistico e dall’impatto ambientale critico. Questa scelta politica di dare priorità alla TAV, sottolinea, toglie risorse strategiche alla metropolitana. Ritiene che sia necessario superare le differenze di colore politico rivolgersi uniti al ministro Salvini affinché prenda atto che il completamento della Metro 1 è un intervento fondamentale per il bene di tutti.
Andrea Russi (Movimento 5 Stelle) osserva che con la metro 1 realizzata all’80%, la crisi dell’impresa rischia di allungare i tempi e aggiungere 34 milioni di costi. Il Movimento 5 Stelle chiede di mettere al centro la tutela dei lavoratori, dei subappalti e la riduzione dell’impatto dei cantieri in superficie. La Città, sostiene, deve pretendere tempi rapidi e una gestione pubblica forte, valutando anche ristori seri per le attività economiche penalizzate da anni. Emerge infine una forte contraddizione con il Governo nazionale, che destina miliardi alla TAV mentre Torino deve rincorrere poche decine di milioni. La scala delle priorità, conclude, va ribaltata, e chiede al sindaco di aprire una vertenza per completare la metro 1 e finanziare la metro 2.
Lamenta l’assenza del sindaco dall’Aula Giuseppe Iannò (Torino libero pensiero), su un tema così rilevante. La situazione che si è venuta a creare, per il consigliere, non è sfortuna, è la fotografia di una politica che ha smesso di governare i processi per rincorrerli. Servirebbero controllo e capacità di anticipare i problemi prima che diventino emergenze. Adesso serve una nuova gara che richiede tempi lunghi. O si trovano soluzioni o si scarica su altri livelli istituzionali, quello che ha sempre fatto questa Amministrazione. Ma i cittadini non vivono di alibi e di scuse.
Si dice preoccupata anche Federica Scanderebech (Forza Italia) per i ritardi di una infrastruttura strategica per il nostro territorio. Con i cittadini che vedono allontanarsi ancora una volta la conclusione di lavori che aspettano da anni. Chi risponderà dei danni subiti dalle imprese e dai cittadini per i cantieri infiniti, si chiede la consigliera, a chi spetterà pagare i risarcimenti? E conclude proponendo la convocazione in commissione dei vertici di Infra.To.
Claudio Cerrato (Pd) ha rilevato che la mancanza dei fondi della linea ammonta a 130 milioni: cento per i treni e trenta per l’aumento dei costi. Ha definito poco chiaro l’intendimento delle opposizioni e sottolineato la necessità di recuperare i fondi ministeriali come nominare un Commissario per sveltire le pratiche di un’opera fondamentale.
Fabrizio Ricca (Lega) ha definito notizia del giorno l’intenzione del campo largo di sostituire le risorse della Torino Lione. Il consigliere ha definito l’opera fondamentale – come dimostra l’azione parlamentare della collega Maccanti che ha generato integrazione di fondi – e sostiene le audizioni di Infra.To per completare al più presto la linea.
L’Assessora Chiara Foglietta, replicando al termine del dibattito, ha respinto le critiche ricordando che il fallimento dell’impresa appaltatrice segue le norme del diritto fallimentare e che il Comune rispetta rigorosamente il codice degli appalti nelle procedure di gara. Foglietta difende l’operato dell’Amministrazione, che ha già reinvestito fondi propri per coprire i rincari, e chiarisce che la Città ha tempestivamente candidato progetti per oltre 300 milioni di euro (inclusi i nuovi treni e il prolungamento verso Rivoli) all’avviso pubblico del Ministero delle Infrastrutture. Di fronte a un’opera unanimemente ritenuta strategica, l’Assessora rivolge un appello a tutte le forze politiche, invitando in particolare il centrodestra a firmare un atto congiunto per chiedere un impegno economico forte al Governo e al ministro Salvini, evitando che i 30 milioni di euro necessari per sbloccare il cantiere ricadano interamente sulle spalle della Città di Torino.
(A cura dell’Ufficio stampa del Consiglio comunale)
