Oltre le mura, lo sport in carcere

Lo sport arriva nel carcere di Torino con la manifestazione Just oltre le mura, organizzata dal Cus Torino nell’ambito del progetto Jtwia – Just The Woman I Am. L’iniziativa è stata presentata nella seduta del 9 luglio 2026 delle Commissioni Diritti e pari opportunità, Legalità e Quinta, presieduta da Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS).

È importante promuovere all’interno del carcere la formazione dell’individuo e la socializzazione e lo sport è un ottimo modo per farlo – ha detto il presidente del Cus Torino, Riccardo D’Elicio, spiegando che quest’anno il progetto – giunto alla seconda edizione – ha visto la partecipazione di una settantina di persone detenute in una camminata ludico-motoria non competitiva lungo il perimetro interno del carcere, preceduta da esercizi di riscaldamento guidati da istruttori del Cus.

Il progetto prevede anche attività e momenti di sensibilizzazione dedicati a prevenzione, diffusione di corretti stili di vita, inclusione e promozione della parità di genere. L’attività sportiva – ha sottolineato D’Elicio – è anche un modo per prevenire e curare problematiche sanitarie.

Nel dibattito in Commissione, Lorenza Patriarca (PD) ha rimarcato il grande significato dell’intervento, augurandosi che l’iniziativa possa continuare e allargarsi anche ad altre realtà.

Nell’elogiare la manifestazione, Pierlucio Firrao (Torino Bellissima) ha chiesto come l’Amministrazione comunale possa ulteriormente promuovere lo sport in città.

Sara Diena (Sinistra Ecologista) ha domandato maggiori informazioni sulle attività svolte, sul numero dei partecipanti e sulle eventuali difficoltà incontrate.

Simone Fissolo (Moderati), nel ringraziare il Cus per l’impegno e nel ribadire l’opportunità di promuovere ulteriormente l’iniziativa, ha suggerito di monitorare le strutture sportive presenti in carcere per valutare ulteriori interventi migliorativi da parte della Città di Torino.

Pietro Abbruzzese (Torino Bellissima) ha auspicato che le attività sportive in carcere, in particolare il rugby, possano essere replicate anche nei prossimi anni.

Caterina Greco (PD) ha chiesto quali altri sport possano essere praticati in carcere e ha invitato a un maggior coinvolgimento dei giovani.

Dobbiamo continuare a promuovere corretti stili di vita, anche attraverso il progetto Città Sane, e a costruire politiche della città sulla base dei determinanti di salute, anche per favorire l’invecchiamento attivo – ha detto Pietro Tuttolomondo (PD).

Grazie allo sport, le mura del carcere possono diventare invisibili – ha affermato Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS), ribadendo che ciò che accade in carcere riguarda tutte e tutti noi.

Nel monitoraggio annuale valutiamo anche le questioni strutturali relative allo sport – ha detto la garante dei detenuti del Comune di Torino, Diletta Berardinelli, auspicando che ci possa essere un maggiore utilizzo del campo da calcio dell’Istituto Penale Minorile e di altri luoghi dedicati alla pratica sportiva e che ci sia più attenzione alle questioni sanitarie in carcere, ad esempio per prevenire l’obesità.

Massimiliano Quirico