Qual è la situazione delle imprese a Torino e nell’area metropolitana? Se ne è discusso nella seduta del 9 ottobre 2026 della Terza Commissione, presieduta da Pierino Crema (PD), con la dottoressa Barbara Barazza, responsabile del Settore Studi e Statistiche della Camera di Commercio di Torino, che ha tracciato un quadro sulla demografia del tessuto imprenditoriale della città e dell’area metropolitana, soffermandosi sui dati riguardanti le imprese che nascono e muoiono.
Ci sono – ha affermato – 221mila imprese nell’area metropolitana, circa una ogni dieci abitanti; 109mila (quasi il 50%) su Torino città.
Ha quindi spiegato che nel 2025 si è registrata una dinamica lievemente positiva per quanto riguarda l’apertura delle imprese nell’area metropolitana (+0,2) e a Torino (+0,4), ma nell’ultimo decennio sono state perse molte imprese. Un’impresa su due è individuale. Il 27% delle società appartengono al comparto dei servizi orientati alle imprese; seguono commercio e costruzioni. Nel primo semestre 2026, aumentano leggermente le imprese femminili (+0,44%) e quelle straniere (+0,97%); diminuiscono quelle giovanili (-1.058). Delle imprese femminili, il 22% sono straniere; di quelle giovanili il 15%.
Nel 2025 sono diminuite le cessazioni nella zona metropolitana (0,2%) e a Torino (0,4%).
Nel primo semestre 2026 a Torino i dati sono positivi (+592 unità), mentre negli altri territori dell’area metropolitana c’è una flessione.
Nel 2025 – ha aggiunto Barbara Barazza – è anche cresciuto il tasso di sopravvivenza delle imprese rispetto al 2024 (con il commercio che registra però un forte turn-over).
Arretrano commercio all’ingrosso e al dettaglio; c’è un leggero rallentamento delle costruzioni dopo la fine degli ecobonus. Il turismo tiene, mentre crescono i servizi alla persone e alla imprese, come negli scorsi anni.
Il commercio alimentare è calato del 4%; quello non alimentare del 2%. Sono in forte crescita le imprese che costruiscono componenti per aeromobili (+27%). Crescono anche le strutture ricettive e i ristoranti, mentre arretrano leggermente gli alberghi, così come bar e caffetterie e, in maniera più marcata, pasticcerie e gelaterie (-3%).
Nel dibattito in Commissione, Angelo Catanzaro (PD) ha chiesto approfondimenti sui codici Ateco maggiormente coinvolti nelle chiusure e nelle aperture aziendali e sulle prospettive di cambiamento del commercio in città; Silvia Damilano (Torino Bellissima) sui settori maggiormente in crisi; Anna Borasi (PD) sulle imprese femminili straniere; Pierino Crema (PD) sulle imprese giovanili e sul lavoro delle persone migranti.
C’è una lieve ripresa per quanto riguarda il numero delle imprese attive – ha affermato Andrea Russi (M5S) – ma dovremmo ragionare anche su quantità e qualità dell’occupazione.
È utile approfondire la dinamicità delle imprese torinesi – ha dichiarato Ferrante De Benedictis (FDI) – e capire come intervenire per migliorare la situazione e aprire nuove filiere, oltre all’aerospazio, mettendo insieme Istituzioni, sindacati e associazioni datoriali.
Massimiliano Quirico
