La Dora Riparia oggi scorre tranquilla, proprio sotto la biblioteca dedicata a Italo Calvino, nei cui locali si è svolto il convegno organizzato dall’Associazione Consiglieri emeriti per il 25° anniversario dell’alluvione dell’ ottobre 2000. Allora, complice un evento meteorologico eccezionale nel convergere di intensità e durata delle precipitazioni, i fiumi che attraversano la nostra città si gonfiarono a dismisura, esondando in vari punti. I danni materiali e disagi maggiori, con un gran numero di persone provvisoriamente sfollati, li causò proprio la Dora, le acque della quale invasero varie porzioni del territorio torinese, a cominciare proprio da Borgo Dora (già inondata un secolo prima). In città si contarono anche due vittime, un uomo senza fissa dimora che dormiva sotto un ponte e una ragazzina nomade travolta dalla piena del torrente Stura, i cui poveri resti non vennero ma ritrovati.
Ad amplificare il danno, in aggiunta alle concentrazione delle precipitazioni (il livello del Po arrivò a a crescere di sei metri e, in un dato momento, a crescere di 30 centimetri all’ora) fu l’effetto “tappo” del tratto di Dora sottoposto, decenni prima, alla tombatura, con il fiume scorrere in una sorta di tunnel ricavato sotto le acciaierie oggi scomparse.
Valentino Castellani, Sindaco di Torino durante l’alluvione del 2000
L’Associazione Consiglieri emeriti, con la sua iniziativa odierna, ha riunito proprio in riva a quel fiume una buona rappresentanza (a partire dal sindaco di allora, Valentino Castellani) dei protagonisti di quei giorni convulsioni. Tra il 13 e il 16 ottobre del 2000, scrisse pagine di storia una cittá colpita profondamente ma pronta, con il concorso di tutti, a partire dal Comune e dalle altre istituzioni, a rimettersi in piedi e soprattutto ad attrezzarsi, negli anni successivi, per cercare di evitare il ripetersi di eventi così traumatici. Oggi, ad esempio, la Dora scorre libera dalla Pellegrina al Po, il ponte di piazza Borgo Dora (da anni intitolato alla memoria di Domenico Carpanini, che da vicesindaco svolse un ruolo centrale in quei giorni di emergenza) è collocato su martinetti che consentono di in alzarlo rispetto al livello dell’acqua, nuovi collettori sono stati realizzati o in fase di progettazione e infine, ultimo ma non meno importante, la Città di Torino è dotata di una complessa ed efficiente struttura di Protezione Civile. Nuove tecnologie, non ancora disponibili o sufficientemente sviluppate 25 anni fa, sono inoltre di prezioso ausilio nel lavoro di monitoraggio e prevenzione, oltre che di gestione delle eventuali emergenze.
Nel corso del convegno, aperto da un video messaggio della presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo, sono risuonati contributi e testimonianze che hanno concorso a tracciare il ritratto di un evento che ha lasciato segni profondi nellaemoria collettiva. Tra i tanti interventi, quelli dell’assessore Francesco Tresso e del suo omologo regionale Marco Gabusi e del vicepresidente della Città Metropolitana Jacopo Suppo, oltre a contributi più tecnici come quelli del geologo Dario Faule, del presidente di SMAT Paolo Romano o del dirigente della Protezione Civile comunale, Bruno Digrazia, mente i consiglieri emeriti Nemesio Ala e Bruno Accattino hanno svolto un ruolo di regia e raccordo nel corso dei lavori.